GP di Roma: Ecclestone registra il marchio e lo trasforma in realtà

Il big di Formula One Management registra il marchio “Formula 1 Gran Premio di Roma” e realizza il sogno: 4600 metri a 180 Km/h. E Alemanno tranquillizza: tutto studiato, nessun problema all'Eur
di Massimiliano Napoli - 4 Giugno 2009

Da sogno confuso a reale opportunità: non svanisce l’idea di un circuito di Formula 1 a Roma. Dopo il vespaio di polemiche scatenato dalle proposte della maggioranza di Alemanno in Comune, che sembravano aver riposto l’ambizioso progetto nel cassetto, ecco che esce dai box e apre al massimo la manetta niente meno che il big di Formula One Management: l’imprenditore britannico Bernard Ecclestone. Sembra infatti che il top manager abbia avviato le pratiche per la registrazione europea del marchio “Formula 1 Gran Premio di Roma”. E non solo. Secondo il quotidiano inglese Evening Standard, che ha lanciato la notizia, Ecclestone avrebbe previsto anche la data della prima corsa ufficiale: il 2011. Inoltre, si legge ancora sul quotidiano d’oltremanica, la creazione del GP di Roma sarebbe una leva efficace per la cancellazione del circuito inglese, affetto da gravi problemi di bilancio.

Si concretizza in un battito di ciglia il sogno di migliaia di ferraristi e di romani. E, d’altra parte, anche uno degli incubi peggiori delle associazioni ambientaliste e di un’altra buona parte di romani. Insomma, anche stavolta il Paese sembra diviso tra favorevoli e contrari.
Tra i primi, in pole position e a motori accesi, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente di Federlazio Maurizio Flammini, che poche settimane or sono avevano rivisto i piani per il GP (inizialmente previsto tra i fori imperiali e il Circo Massimo, passando per il Colosseo) individuando nell’Eur il quartiere più adatto ad ospitare una manifestazione d’importanza mondiale, dal punto di vista urbanistico e architettonico. Il circuito, secondo i piani e le varianti messe su carta dai promotori del progetto, potrebbe passare per il Palazzo dei Congressi (il cosiddetto “Colosseo quadrato”), attraversare la Cristoforo Colombo, procedere per via delle Tre Fontane, viale Pasteur, o in alternativa costeggiare il Luna Park e la zona del laghetto. Ma il tutto naviga ancora in acque profonde, visto e considerato non solo il “muro” politico, ma anche quello sociale costituito in larga parte da cittadini, con il quale il comitato promotore dovrà vedersela.

Non basta infatti la passione per la Rossa, né le prospettive di sviluppo e le nuove opportunità della Capitale, a placare gli animi del fronte del no!. Impatto ambientale, inadeguatezza delle infrastrutture, rischio di paralisi, sono solo alcune delle più significative critiche al progetto. “L’impatto sulla città sarà enorme – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – con mesi di cantieri e settimane di prove nelle strade in mezzo ai palazzi: rumore e traffico andranno alle stelle”. Ma c’è anche chi resuscita il mito di “Roma ladrona”, attualizzato in Roma “capitale dello scrocco”: per l’onorevole leghista Paolo Grimoldi, infatti, si tratta di un vero e proprio furto ai danni di un’altra città protagonista della Formula 1, Monza. E dello stesso avviso è il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che parla di manovra d’offuscamento dell’unico vero storico Gran Prix d’Italia.

Ma per Alemanno e soci i problemi sono marginali e non costituiscono una minaccia, sia da un punto di vista politico che territoriale. “È un circuito studiato attentamente”, ha infatti dichiarato Gianni Alemanno. Anzi, esistono già delle cifre di massima che confermerebbero la volontà del primo cittadino di oliare per bene gli ingranaggi di questo grande progetto, che con l’inaspettata e stupefacente mossa di Bernie Ecclestone sembra oggi veramente possibile.
Nel progetto elaborato da Flammini, infatti, per il Gran Premio di Roma si prevede un investimento pari a circa 160 milioni di euro per 4600 metri di pista. Il tempo di percorrenza stimato sarà di 1 minuto e 34 secondi circa ad una velocità media di 177 km/h. Questo grande progetto, secondo le stime di Federlazio, aprirà inoltre nuove opportunità di crescita per la città, attirando centinaia di migliaia di turisti in più con una ricaduta sull’occupazione e sull’economia capitolina di migliaia di posti di lavoro e circa 1 miliardo di euro


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