Grande successo a Roma per le Cantatrici di Ischitella e Salvatore Villani

Il 14 dicembre, presso l’auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali in piazza Santa Croce. Presenti Giovanna Marini e Sandro Portelli
Enzo Luciani - 18 Dicembre 2007

Un pubblico numeroso ed attento ha seguito l’esibizione romana delle Cantatrici di Ischitella e Salvatore Villani, venerdì 14 dicembre, presso l’auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali in piazza Santa Croce. Pienamente soddisfatti gli organizzatori dell’evento, facenti capo al Circolo Gianni Bosio, che rispetto alle aspettative, si sono visti la sala stracolma di spettatori. Le manifestazioni di qualità, ha ribadito Susanna Cerboni, responsabile organizzativo, hanno sempre un richiamo molto forte anche per un concerto di nicchia.

Tra i presenti studiosi e musicisti del calibro di Giovanna Marini e Sandro Portelli.

La serata si è aperta con una prolusione sui canti della tradizione garganica e l’esecuzione di alcuni sonetti di serenata di Carpino del repertorio di Andrea Sacco, per voce e chitarra battente, da parte dall’etnomusicologo Salvatore Villani (si tratta dei sonetti L’occhjë sujë pë’ li mijë fermnà cunsiglië e Poverë córë mijë féritë féritë). L’etnomusicologo ha poi raccontato della sua ricerca musicale a Ischitella, l’incontro con Rocco Castelluccia, Rocco a prëkokë, suo maestro di chitarra battente, e della “scoperta” casuale delle splendide voci delle cantatrici presso la Chiesa dell’Annunziata in occasione della Festa del SS. Crocifisso di Varano il 26 di aprile del 1997. Ha poi raccontato anche come la presenza durante la cerimonia di padre Remigio de Cristofaro, sia stata fondamentale per la conoscenza diretta delle cantatrici e l’instaurazione di un rapporto amicale.

A questo punto le Cantatrici entrano in sala e la loro esibizione viene anticipata da alcune parole di Giovanna Marini, che esprime la sua profonda gratitudine alle donne di Ischitella per la commozione che le procurano ogni volta che le ascolta, ed ha proposto che queste tecniche vocali, tramandate oralmente attraverso i secoli, vengano insegnate nei conservatori accanto alle forme dei grandi maestri della musica classica.

Dopo le parole della Marini, Vittoria Di Stolfo, prima voce, apre il concerto con gli Sturnèllë (Amore mio), con tutto il coro formato da Raffaella Antonietta Basile, Caterina Candito, Libera Cugnidoro, Nunzia Dionisio, Libera Prencipe. All’ensemble si sono aggiunti anche Francesco Caputo e Donato Mastromatteo. Parte del pubblico preso da entusiasmo canta appresso le donne. Agli Sturnèllë seguono i canti satirici L’aria di Sckitëddanë, Ohi Mariucci’addovë si gghjutë, Non të pëgghià nu vecchijë che cë morë, il canto epico-narrativo Fronnë d’alia antriccët’a ‘sti treccë (Il conte Maggio), il canto narrativo Sopà nu muntëcellë cë stevënë tre sorellë (La pesca dell’anello).

Nella seconda parte, Salvatore Villani ripropone il canto della pesca dell’anello nella sua forma Strapulettë di San Giovanni Rotondo accompagnandosi con la chitarra battente (Vurria fa’ ‘na cammera e ‘na cucina), e altre strapulettë sangiovannesi nella forma cerignulanë. Le cantatrici riprendono, a seguire, la loro performance con un canto sull’emigrazione L’Adelina che facev’ammorë, il canto di Passione Lu Giuvëdija Sandë, Le litaniae lauretanae e per chiudere la serata il canto di questua Bon Capodannë, con Libera Prencipe che accompagna il gruppo con il ‘campanaccio’, e con la chiusa di una strofa estemporanea di buon capodanno a tutti i romani.

È un tripudio generale: tutti cantano.

La manifestazione è stata anche l’occasione per presentare l’ultimo lavoro editoriale del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata: Le cantatrici di Ischitella 2, con CD allegato, a cura di S. Villani, presentazione di G. Marini (www.folkloregargano.com).


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