Il calcetto all’ombra del Colosseo

Alemanno: nessuna volontà del comune di trasformarlo in campo calcio
Enzo Luciani - 3 Maggio 2009

Roma (leggi: il Comune) – si legge in un articolo di 06 blog del 2 maggio 2009 – si prepara alla finale di Champions League in programma il 27 prossimo. Ecco lo scenario immaginato dal Gabinetto del sindaco: la piazza del Colosseo invasa dai tifosi e in attesa di giocare loro stessi una partita. Con l’Arco di Costantino a fare idealmente da porta a un rettangolo verde steso ai piedi del monumento. E un altro campetto nella stessa piazza del Colosseo, a due passi dall’uscita verso il Celio. La palla (!) ora passa ai Beni culturali, i cui soprintendenti saranno chiamati a esprimersi sul progetto. Non nascondendo un certo imbarazzo per l’impatto che l’idea (dal 23 al 27 maggio) potrà avere sul complesso monumentale.

Qualche numero: due i campi da gioco in erba sintetica, molti gli stand gastronomici, 200mila gli ospiti previsti, decine di gabinetti chimici, e un mega schermo. Due gli sponsor, Vodafone e PlayStation, i cui loghi saranno sparsi un po’ ovunque. Che dirà il sottosegretario Francesco Giro, che dopo il concerto di Gianna Nannini a capodanno disse lapidario che quello sarebbe stato l’ultimo evento nella zona archeologica centrale di Roma?"

Colosseo, Alemanno: nessuna volontà del comune di trasformarlo in campo calcio

A stretto giro la smentita del Sindaco Alemanno:

"Non è mai esistita alcuna volontà del Comune di Roma di trasformare l’area tra il Colosseo e l’Arco di Costantino in un campetto da calcio. Il Comune non ha mai espresso nessun parere rispetto al progetto dei campi di calcio vicino al Colosseo in occasione della finale di Champions League, progetto che peraltro io stesso non ho mai visionato. Fino ad oggi i nostri uffici si sono limitati a raccogliere i pareri sul progetto presentato della Uefa in vista di una decisione conclusiva che, come peraltro ha detto anche il sottosegretario Giro, in quell’area spetta più alle sovraintendenze statali che non agli uffici comunali".
"Ciò premesso – conclude Alemanno – è evidente che se la proposta dovesse corrispondere a quanto denunciato oggi da La Repubblica il nostro parere non potrebbe non essere che contrario e quindi tutta la polemica fino ad ora montata è totalmente destituita di fondamento".


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