Il campo nomadi di Tor de’ Cenci verrà spostato

Per il sindaco è un successo dell'amministrazione. Ma il consigliere Durastante esprime forti perplessità

Il campo nomadi di Tor de’ Cenci verrà chiuso con il consenso dei nomadi, i quali saranno trasferiti in un nuovo villaggio attrezzato.

A prevederlo è un accordo siglato il 29 maggio 2010 dal direttore del V Dipartimento, Angelo Scozzafava, e dai rappresentanti del campo Halid Omerovic, Ferid Sejdic e Severdzan Bedzet.

L’accordo prevede l’impegno del Comune a trasferire la comunità nomade (circa 360 persone, di cui 200 minorenni) in un nuovo campo attrezzato una volta presa in consegna dall’amministrazione capitolina la nuova area e terminati i lavori di realizzazione del sito. I fondi necessari all’operazione, ancora non quantificati, saranno prelevati dai 25 milioni di euro previsti per il Piano nomadi.

"L’accordo trovato con i rappresentanti dei nomadi per la chiusura del campo di Tor de’ Cenci è un ottimo risultato conseguito dall’Amministrazione comunale", ha detto a proposito il sindaco di Roma Gianni Alemanno, in una nota del 29 maggio 2010: "si tratta di un tassello importante che permette di accelerare il Piano nomadi. Un Piano che segue linee di rigore per la sicurezza di tutti i cittadini e che, nell’ottica di una reale integrazione, è condiviso dalle comunità dei nomadi."

Ma per Domenico Durastante, consigliere Pd del XII municipio, il rischio è che tutto rimanga solo sulla carta.

"Dove, quando, perché sono solo alcune delle domande che rimangono senza risposta leggendo la nota diffusa dall’assessore Belviso." Così dichiara Durastante in una nota del 29 maggio 2010.

"Il comune – prosegue Durastante – non ha ancora un’area di destinazione per il nuovo campo nomadi, e non c’è certezza sui tempi dello spostamento. Rischiamo che questa bella operazione sia solo l’ennesimo annuncio della Giunta Alemanno e che quando il sindaco lascerà la poltrona, tutto sarà ancora come oggi".

"Vorrei inoltre ricordare – prosegue il consigliere – che proprio mentre si studiava una soluzione per la chiusura del campo nomadi i rappresentanti della comunità di Sant’Egidio e di Amnesty International sono andati su tutte le furie abbandonado il tavolo tecnico con il comune."

"Di certo un campo nomadi sotto casa non fa piacere a nessuno, – conclude Domenico Durastante – ma è singolare che in tutti i messaggi di soddisfazione che stanno girando in queste ore non si faccia alcun riferimento al luogo della nuova locazione del campo e si parli, invece di integrazione ben riuscita. L’ipocrisia regna, e si scambia il ‘confino’ con il centro di Roma, prendendo in giro miglaia di cittadini".

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