Il collegio del liceo Anco Marzio denuncia

Il prossimo anno nel Liceo di Ostia saranno a rischio pedagogia, psicologia, sociologia, musica, arte e diritto ed economia
riceviamo e pubblichiamo - 15 Settembre 2009

Il Collegio dei Docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia esprime gravissima preoccupazione per la situazione della scuola pubblica italiana all’inizio del nuovo anno scolastico.
Gli effetti degli interventi legislativi del Governo sono sotto gli occhi di tutti e, al contempo, nascosti da un’informazione spesso omertosa:
Decine di migliaia di precari, divenuti disoccupati e presi in giro dal “contratto di disponibilità”
Abbattuta la qualità e la quantità del tempo-scuola nella scuola dell’infanzia, nelle elementari, e nelle medie, dove Dirigenti e Collegio dei Docenti fanno scelte disperate per ridurre i danni agli alunni e alle famiglie, spesso senza che queste ultime ne abbiano consapevolezza.

In particolare, denuncia il silenzio sulla scuola superiore, nella quale, dal prossimo anno scolastico, per esclusive ragioni di risparmio – e contro ogni logica di tipo pedagogico e didattico – si ridurrà il tempo scuola fino ad un terzo, ridimensionando o cancellando, in un Liceo come il nostro, discipline come:
Pedagogia, psicologia, sociologia
Musica
Arte
Diritto ed economia.

Si sottolinea, infine e con forza, che la riforma in oggetto, decurtando in maniera significativa le materie d’indirizzo nei nascenti “Liceo delle scienze umane” (da 27 a 12 ore curricolari nel quinquennio) e “Liceo economico-giuridico” (da 27 a 18), danneggia gli studenti, offrendo loro una formazione fortemente impoverita ed inadeguata in rapporto alle finalità dei due indirizzi.
Il Collegio, pertanto, preannuncia un anno di impegno determinato per difendere la scuola pubblica, la dignità dei docenti e del loro insegnamento, il diritto ad una formazione ricca ed articolata per tutti gli studenti.

Roma, 14 settembre 2009
Il Collegio Docenti dell’Anco Marzio
(approvato a maggioranza, con 2 contrari e 4 astenuti)


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti