Doni 5,5: La sicurezza di una squadra passa soprattutto dal portiere. Quest’anno non è stato così per lui. Troppi gol presi per colpa sua, poi si è scoperto perché. Il numero 1 è stato bersagliato da ogni tipo di infortunio, da quello alla spalla fino al buco nella cartilagine del ginocchio, che ha messo a rischio addirittura la sua carriera. Se lo staff tecnico non l’ha sostituito è stato perché non aveva riserve adeguate
Artur 5: L’oggetto misterioso della campagna acquisti si svela, con l’infortunio di Doni, in tutta la sua drammaticità. Denota carenze tecniche disarmanti, soprattutto di posizione, anche se i riflessi ci sono, e lo dimostra contro il Milan. Se le qualità ci sono devono essere accompagnate da una preparazione atletica mirata, ma questa è un’altra storia
J.Sergio Bertagnoli s.v.: Nemmeno un minuto per lui
Cassetti 5: Nelle scorse stagioni si è dimostrato una garanzia tecnica e tattica, ma quest’anno anche lui è stato risucchiato dalla voragine degli infortuni. Due strappi sulla stessa parte di muscolo, rischiosissimi per un calciatore professionista. Naturale che la sua stagione sia stata compromessa
Cicinho 5,5: Inizia male, litigando con Spalletti che gli preferisce in più affidabile Cassetti, poi si riprende, anche se molto lentamente, e diviene uno dei protagonisti delle otto vittorie consecutive, ma è un fuoco di fiamma. La sua stagione crolla sul suo povero ginocchio, per la seconda volta lesionato ai legamenti
Motta 6,5: La rivelazione del mercato di riparazione. Con lui la squadra acquista in freschezza e bravura. È un valore aggiunto e si inserisce bene nei meccanismi di Spalletti, seppur con dei margini di miglioramento. Cala nel finale di stagione
Panucci 6:Inizia la stagione in maniera strepitosa, segnando reti pesanti sia in campionato che in Champions. Poi arriva il litigio con Spalletti in un momento difficile della stagione. Colpevole lui (soprattutto per la maleducazione) quanto il mister. Quando rientra in squadra la Roma è fuori dalla Champions e si avvia in campionato a un lento declino. Nonostante ciò la sua classe sarebbe ancora importante in questa squadra
Juan 6: Gioca pochissimo, anche lui bersagliato dai guai fisici. Quando è in campo, però, mostra tutta la sua grandezza. L’ultimo sussulto lo regala nella sfida con l’Arsenal quando, già infortunato, segna il gol della speranza romanista. Un augurio che torni l’inossidabile difensore di qualche anno fa’
Mexes 5,5: Era un po’ che non si vedeva un Mexes così nervoso. Colleziona più squalifiche che buone prestazioni. Peccato, vista il contributo che può offrire. La piazza gli è sempre stata vicino, soprattutto dopo il tentato rapimento della figlia, che, a inizio stagione, può averlo condizionato psicologicamente
Loria 4: Il flop del mercato romanista. Quando ha la sua chance l’ex difensore del Siena, dimostra di non essere all’altezza di una grande squadra. Non regge l’impatto con gli schemi di Spalletti e commette errori personali irreparabili. Peccato soprattutto per la sua simpatia e umanità
Diamoutene 6: Per quel poco che viene utilizzato, non regala prestazioni straordinarie, ma si contraddistingue per la grinta e la dedizione alla causa
Riise 6,5: Alla fine è risultato un buon acquisto. Parte male, anzi malissimo, ma sa rimettersi in gioco e pian piano guadagna punti. Diventa un riferimento importante, non foss’altro per essere scampato alla piaga degli infortuni. Segna due gol a San Siro contro le milanesi
Tonetto 5,5: A 35 anni deve arrendersi, più che all’età, alla morsa dei continui e ripetuti infortuni, che lo mettono fuori gioco per larghissimi tratti di stagione. È la legge del difensore sinistro della Roma: un solo giocatore per quel ruolo (quest’anno Riise)
De Rossi 6,5: Uno dei pochi ad essere sfuggito agli infortuni. È d’acciaio capitan Futuro, la sua presenza è fondamentale nel centrocampo giallorosso. Al suo fianco chiunque può brillare, anche grazie al suo sacrificio tattico
Aquilani s.v.: E’ il manifesto della stagione romanista. Gioca pochissimo; tutto l’anno a cercare di guarire dal dolore alla caviglia, per poi capire (ormai a fine stagione) di essere costretto ad operarsi. Un peccato visto il talento straordinario che possiede, e che quest’anno è davvero mancato
Brighi 7: Il salvatore. Con un intero reparto in infermeria, lui riesce a fare tutto e bene. Esterno; centrale con De Rossi; quando manca quest’ultimo perno davanti alla difesa e trequartista. Gioca a tutto campo con grande gagliardia e senso tattico segnando pure gol importanti. Arriva a fine stagione con la lingua di fuori
Pizarro 6: Stagione altalenante tra campo e infermeria. Quando gioca, però, è difficile che sbagli prestazione. È fondamentale per il gioco romanista
Taddei 5: Uno dei simboli del 4-2-3-1 spallettiano, peccato che l’esterno brasiliano, non giochi più a calcio da due anni. Non riesce a riprendersi (anche lui bersagliato dagli infortuni) dopo stagioni grandissime
Perrotta 5: Altro simbolo del gioco di Spalletti e altro flop stagionale. Dopo gloriose annate crolla anche lui sotto i colpi degli infortuni. Ricordiamo solo il bel gol contro il Cagliari
Filipe 6: La Roma lo recupera dalla Fiorentina a soli 21 anni e con un grave infortunio alle spalle. Poche presenze, bei piedi e qualche speranza in più per il futuro
Baptista 6,5: Doveva essere il colpo del mercato della Roma, ma non lo è stato. Offre certamente il suo contributo vincendo da solo, con i suoi bellissimi gol, diverse partite, ma alterna anche prestazioni imbarazzanti. Una di queste è quella contro l’Arsenal dove sbaglia un gol facilissimo che avrebbe portato la Roma ai quarti di Champions
Menez 6: Arriva a Trigoria reduce da un’operazione per pubalgia. Il suo impiego è fortemente condizionato dai guai fisici. Si intravedono, però, le qualità. Supera l’uomo con una facilità straordinaria, ma è difficile regalare prestazioni importanti. Segna tre reti fondamentali
Vucinic 6: Anche per lui una stagione pieni di malanni di ogni genere. Quando gioca altalena grandi performance a prestazioni inconsistenti. Rimane nei ricordi, però, la memorabile partita contro il Chelsea, vinta da solo
Montella 6: Impiegato col contagocce, l’areoplanino non ha mai lesinato la buona volontà e la solita insidia sotto porta
Totti 7,5: Il più grande giocatore della storia della Roma lo dimostra anche in una stagione che non gli ha risparmiato diversi pesanti infortuni. Quando gioca lui la squadra cambia pelle e il capitano colleziona altri record. Oltre ad essere il capocannoniere della squadra diventa il 9’ bomber della storia dei campionati italiani, raggiungendo Boniperti a 178 gol, l’unico, come lui, ad averli segnati con la stessa maglia (anche se il capitano romanista lo fa con 26 presenze in meno dello juventino). Totti ora vede nel mirino Baggio, a quota 205 reti, al quinto posto in classifica. Il divin codino e il campione giallorosso hanno una cosa in comune: sono gli unici, insieme ad Hamrin, tra primi dieci grandi bomber della classifica a non essere dei centravanti di ruolo. Un merito ancora maggiore
Spalletti 5: L’artefice di tante annate importanti, questa volta non riesce a guidare il gruppo con la serenità e la bravura che l’ha contraddistinto. Convinto assertore del modulo che l’ha reso famoso, lo cambia in corsa e riesce ad ottenere dei risultati. Poi ritorna al 4-2-3-1 ed è una catastrofe. Il risultato è di 61 gol subiti, numeri da retrocessione, e clamorose sconfitte (tra tutte quelle con i 4 gol presi da Inter, Juventus, Fiorentina e Lazio). Non è certamente solo sua la colpa, ma lui non riesce a tappare i buchi, soprattutto per non aver saputo gestire meglio il dopo incontro con i dirigenti del Chelsea. Resta però un valore importante per quello che ha fatto e che speriamo continuerà a fare
La società 4: Ci sembra doveroso aggiungere il voto anche alla proprietà e alla dirigenza. Se quest’anno è stato un fallimento il maggior responsabile è sempre chi comanda. Dai piani alti non sono stati in grado di analizzare accortamente la rosa della squadra. Si è sperato che giocatori logori dopo anni ad alti ritmi risorgessero per grazia divina. Invece sono aumentati a livello esponenziale gli infortuni e il mercato fatto in estate non ha risolto nulla. Nemmeno se fosse arrivato Mutu (anche lui sempre infortunato) sarebbe cambiato qualcosa. Non sappiamo se sia stato questo il maggiore attrito con l’allenatore. Di certo Spalletti si è sentito lasciato solo, senza figure di raccordo con la presidenza, creando degli equivoci che hanno alimentato ulteriori polemiche
Il bene della Roma
Il bilancio di una difficile annata per la società giallorossa, tra polemiche e aspettative
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Scrivi un commento