Il punto sul parco (Centocelle) che non c’è

Nella tavola rotonda dell'8 maggio alla Casa della cultura di Villa De Sanctis
Redazione - 11 Maggio 2019

Nella tavola rotonda dell’8 maggio 2019 alla Casa della cultura di Villa De Sanctis (iniziativa lanciata da Repubblica – rubrica “La città che resiste”) -è stato fatto il punto sulle questioni del Parco Archeologico di Centocelle e per valorizzare l’impegno di cittadini e comitati costretti da una amministrazione sempre più assente a prendere in mano le sorti della città.

La tavola rotonda, affollata dai tanti partecipanti, ha tracciato lo stato di avanzamento delle numerose tematiche del PAC. Supportata dagli interventi di autorevoli relatori, che hanno raccontato la storia passata e presente del Parco, e con l’aiuto del Comitato PAC Libero, è stato possibile tracciare la situazione del Parco Archeologico di Centocelle dal punto di vista sia urbanistico, che archeologico, che naturalistico.

In una sala piena e attenta, presenti tra gli altri anche alcuni consiglieri comunali di opposizione, sono intervenuti Paolo Berdini, l’urbanista ex  assessore dimissionario 5 Stelle, Patrizia Gioia in rappresentanza della Sovrintendenza Capitolina, Fabio Di Carlo professore della Sapienza tra i progettisti del Parco, Roberto Scacchi presidente Legambiente Lazio.

Comune la constatazione del degrado morale, culturale e ambientale in cui la città di Roma sta precipitando, a cui la realizzazione del Parco darebbe risposta concreta ed efficace, ma che invece nell’inerzia di questa amministrazione, invitata a partecipare all’incontro ma assente, si sta trasformando da risorsa in minaccia per la salute dei cittadini.

Presente inoltre la portavoce degli autodemolitori, Dott.ssa Elena Donato, che ha evidenziato innanzitutto che su Via Palmiro Togliatti insistono ben 40 autodemolitori, di cui 21 regolari e i restanti totalmente abusivi, sottolineando quindi la netta differenza con cui vanno trattate le due differenti categorie. Riguardo agli autodemolitori regolari ha esplicitato e argomentato come la categoria sia ben disposta alla delocalizzazione, aspettando che Roma Capitale faccia la sua parte per l’individuazione delle aree a destinazione industriale in cui collocarli.

 

 

 

 

 

Hanno chiuso l’incontro i comitati, tra cui PAC Libero che ha sottolineato come in merito alla Ordinanza della Sindaca Raggi del 2017 relativa alla bonifica dei rifiuti interrati da tutta l’area del Parco, suolo e sottosuolo, non si sia fatto alcun passo concreto; Cinecittà Bene Comune, che ha ribadito il suo impegno a rappresentare nella vertenza tutto il quadrante del VI Municipio; da ultimo Italia Nostra, che ha evidenziato come il PAC sia purtroppo solo un’isola, per quanto grande, nel mare delle aree verdi non realizzate previste per migliorare la qualità della vita dei romani.

Nel corso dell’evento sono stati messi a disposizione dalla Rete NoBavaglio dei libri per raccogliere, attraverso contributi liberi e generosi dei partecipanti, dei fondi a favore della ricostruzione e riapertura della Pecora Elettrica, il locale di Centocelle che ha subito un ignobile attacco distruttivo la notte del 25 aprile.

Ringraziamo vivamente i tanti partecipanti, gli autorevoli relatori intervenuti, Repubblica.Roma #lacittàcheresiste, i giornalisti e videomaker che hanno lavorato all’evento, Marino Bisso e Cecilia Gentile giornalisti di La Repubblica e il Comitato di Quartiere di Torpignattara, Asud Onlus e CDCA per il supporto organizzativo offerto.

https://www.facebook.com/pac.libero/videos/2247108052001426/


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  1. Ho fatto ieri un giro in bici nel parco. Area dalle enormi potenzialità, basti pensare a quello che si può realizzare in termini di bosco urbano, aree umide, canale per canottaggio aree attrezzate sportive ludiche e di ristoro. Il parco va assolutamente tutelato da mire espansionistiche del “pentagono” e finalmente realizzato nella sua interezza, lato Togliatti delocalizzando i demolitori e sopratutto lato cinecittà… dove i residenti andrebbero coinvolti, sarebbe una connessione ciclopedonale straordinaria per i due versanti casilino e tuscolano.
    In quanto alla manutenzione dell’esistente, basterebbe davvero poco, un paio di giardinieri con macchina da sfalcio e qualche attrezzo per renderla pulita fruibile e sana.

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