

L’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato l’avvio di quella che viene definita la “fase due” della gestione della città pubblica
Dal palcoscenico internazionale del real estate parte il nuovo piano di Roma per valorizzare il proprio patrimonio immobiliare.
Al Mipim 2026 di Cannes, uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati agli investimenti nel settore immobiliare, il Campidoglio ha presentato una strategia che punta a cambiare radicalmente il modo in cui la città gestisce i suoi immobili pubblici.
L’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato l’avvio di quella che viene definita la “fase due” della gestione della città pubblica: la creazione di un fondo immobiliare sviluppato insieme a Invimit Sgr, la società del Ministero dell’Economia specializzata nella valorizzazione del patrimonio pubblico.
L’operazione prevede il conferimento di 509 immobili comunali, con l’obiettivo di trasformare spazi oggi poco utilizzati o addirittura inutilizzati in risorse capaci di generare sviluppo urbano ed economico.
A illustrare il progetto è stato l’assessore capitolino al Patrimonio Tobia Zevi, che ha sottolineato come l’iniziativa non rappresenti una vendita del patrimonio pubblico, ma un cambio di prospettiva nella sua gestione.
Il fondo servirà infatti a valorizzare gli immobili attraverso una gestione più dinamica, intervenendo su contratti, canoni e condizioni degli spazi per aumentarne il valore complessivo.
Secondo le prime stime elaborate da Invimit, il potenziale incremento potrebbe arrivare fino al 50% rispetto alla valutazione attuale.
Il portafoglio che entrerà nel fondo è composto quasi interamente da unità non residenziali: negozi, uffici, locali commerciali e spazi destinati a servizi.
Una scelta precisa che consente di mantenere separato il capitolo dell’emergenza abitativa.
Le circa 500 abitazioni ancora disponibili nel patrimonio comunale resteranno infatti fuori dall’operazione e continueranno a essere utilizzate per politiche sociali e interventi a sostegno delle famiglie in difficoltà.
La distribuzione degli edifici segue una mappa che coincide in gran parte con alcune delle aree più interessanti per i processi di rigenerazione urbana della capitale.
Quasi la metà del portafoglio si concentra in due municipi. Da una parte il Municipio I, il cuore storico della città, con immobili situati in zone di grande pregio tra Monti, Piazza Navona, Borgo e l’area del Colosseo.
Dall’altra il Municipio IV, nel quadrante nord-est, dove si trova un numero consistente di locali tra Pietralata, San Basilio e Casal de’ Pazzi.
Altri nuclei significativi sono presenti anche nei Municipi III e V, in particolare nelle aree del Tufello e di Centocelle, lungo l’asse di viale Palmiro Togliatti.
La creazione del fondo servirà anche a fare chiarezza sulla situazione amministrativa di molti immobili comunali.
Attualmente oltre la metà dei locali risulta inutilizzata, mentre per quelli occupati saranno avviate verifiche puntuali.
Il lavoro congiunto tra Roma Capitale e Invimit riguarderà diversi aspetti:
la verifica dei contratti di locazione, per individuare eventuali irregolarità o occupazioni senza titolo;
la revisione dei canoni di affitto, che saranno riallineati ai valori di mercato indicati dall’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate;
il controllo della regolarità urbanistica degli immobili, con interventi di sanatoria o ripristino dove necessario.
L’obiettivo è rimettere in circolo spazi oggi inutilizzati o sottoutilizzati, rendendoli disponibili per nuove attività economiche o per servizi utili ai quartieri.
Per l’assessore Zevi la sfida è soprattutto culturale. Il patrimonio della città, sostiene, non deve essere considerato un problema amministrativo da gestire, ma una leva strategica per il futuro di Roma.
«La città pubblica rappresenta una grande infrastruttura di sviluppo», ha spiegato. «Non si tratta di vendere gli immobili, ma di utilizzarli per rigenerare i quartieri e attrarre investimenti. Roma può diventare davvero competitiva solo se riesce a coniugare crescita economica e inclusione sociale».
Con questo progetto il Campidoglio prova quindi a voltare pagina dopo anni di gestione frammentata del patrimonio immobiliare.
L’idea è trasformare centinaia di edifici pubblici — spesso chiusi o sottoutilizzati — in strumenti concreti di rigenerazione urbana, capaci di produrre valore per la città e per i suoi quartieri.
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Buon pomeriggio a Tobia Zevi una persona che rispetto, che ho conosciuto a T.T.T. Quando ha parlato alla riqualificazione e ristrutturazione delle case del comune comune di Roma…i lavori purtroppo non sono ancora iniziati. I soldi sono disponibili ma quando avremo un pò di dignitã senza vergognarsi di abitare nelle case comunali?