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IMU e TASI, nessuna stangata per gli impianti sportivi: l’Assemblea Capitolina prende tempo

La mozione votata all’unanimità non si limita al rinvio: chiede esplicitamente l’apertura di un confronto col Governo

Tregua fiscale per decine di impianti sportivi della Capitale. L’Assemblea Capitolina ha approvato all’unanimità una mozione che congela, almeno per ora, l’obbligo di versare l’IMU e la TASI per gli anni 2019-2020-2021 a carico di oltre 70 concessionari di strutture comunali.

Una decisione trasversale, nata dalla necessità di evitare quella che si prefigurava come una vera e propria stangata da oltre 100 milioni di euro, basata su rendite catastali calcolate sugli immobili sportivi dati in concessione dal Comune.

Il documento approvato

L’aula Giulio Cesare ha così deciso di prendere tempo e rinviare la procedura di “Contraddittorio Preventivo”, passaggio che precede l’eventuale invio delle cartelle esattoriali da parte della Ragioneria Generale.

Come spiegano Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea, e Valeria Baglio, capogruppo del Partito Democratico:

Con questo atto si impegnano Sindaco e Giunta ad adottare un congruo rinvio per approfondire gli aspetti normativi e giurisprudenziali degli accertamenti, verificare le rendite catastali e garantire equità di trattamento tra i diversi concessionari”.

In sostanza, si chiede una sospensione dei termini per concludere le verifiche con maggior precisione, senza far scattare nel frattempo provvedimenti fiscali potenzialmente dannosi.

Il contesto

Il caso era scoppiato dopo che 71 gestori di impianti avevano ricevuto l’“invito al contraddittorio”, atto preliminare all’accertamento fiscale. Da quel momento si è alzato un coro di voci preoccupate: il rischio era quello di colpire duramente realtà sportive che, in molti casi, svolgono un servizio pubblico e sociale senza fini di lucro.

Tra i primi a intervenire, il presidente della commissione Sport Nando Bonessio (Europa Verde):

Stiamo parlando del patrimonio indisponibile di Roma Capitale. Strutture nate per offrire servizi, non per generare profitti”.

L’appello al Governo

La mozione votata all’unanimità non si limita al rinvio: chiede esplicitamente l’apertura di un confronto col Governo per chiarire se e in che misura l’IMU sia applicabile agli impianti sportivi pubblici gestiti come servizio alla collettività.

Un’interpretazione autentica della normativa viene considerata necessaria per evitare discrezionalità e garantire un’applicazione uniforme su scala nazionale.

Serve chiarezza, non solo per Roma ma per tutto il Paesesottolineano Celli e Baglio –. In un momento delicato in cui molte realtà sportive vivono ancora le conseguenze della crisi pandemica, è doveroso evitare trattamenti ingiusti e assicurare un confronto trasparente”.


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