

Il 23 febbraio apre la Stazione di Salone sulla linea FR2 che collega Guidonia, Lunghezza e la stazione Tiburtina con un treno ogni mezz’ora e, nelle ore di punta, ogni venti minuti
Lunedì 23 febbraio apre la Stazione di Salone sulla linea FR2 che collega Guidonia, Lunghezza e la stazione Tiburtina con un treno ogni mezz’ora e, nelle ore di punta, ogni venti minuti.
I 700 nomadi del campo di Salone festeggeranno questo avvenimento perché avranno una fermata tutta per loro, dal momento che il parcheggio è previsto solo per 25 posti auto e manca un Bus navetta per i cittadini di Case Rosse, Settecamini, Setteville e i lavoratori della Tiburtina Valley.
E pensare che le ferrovie erano state costrette in passato a chiudere questa stazione proprio per motivi di sicurezza dovuti allo stesso campo nomadi!
Poi, nel 2007, Trenitalia aveva deciso di sopprimerla definitivamente, nonostante avesse già costruito il sottopasso, poi interrato. Seguì una forte protesta dei Comitati, accolta dalla classe politica con la decisione di ristrutturarla ed aprirla entro un anno. L’apertura della stazione di Salone era condizionata dalla chiusura del campo nomadi attiguo e, al suo posto, dalla realizzazione di un grande parcheggio come nodo di scambio per le migliaia di pendolari che tutti i giorni intasano la Tiburtina.
Oggi finalmente apre una nuova bellissima stazione, moderna e funzionale, ma senza parcheggio e bus navetta. Ciò significa che la stazione è stata creata solo per i 700 nomadi del campo vicino, che tutte le mattine saliranno sui treni stracolmi di pendolari provenienti da Guidonia e da Lunghezza. E pensare che il Prefetto Pecoraro aveva annunciato che avrebbe trasferito in questo campo di Salone altri 700 nomadi provenienti da altri campi. Ma perché vengono fatte sempre le enunciazioni senza conoscere le realtà locali? Il Prefetto avrebbe dovuto sapere che l’apertura della Stazione di Salone era condizionata dalla chiusura del campo nomadi. I Comitati sono certi che la sua chiusura sarà solo questione di tempo.
Il fatto che sia stata creata una postazione di polizia ferroviaria lascia intendere che la stazione sia stata davvero creata per i nomadi. Ma come verranno accolti dai pendolari i 700 nomadi che saliranno sui treni stracolmi? Le ronde di Guidonia saliranno anche sui treni? Il decreto sulla sicurezza lo prevede? E i volontari delle ronde saranno esentati dal pagare il biglietto come invece lo sono normalmente i nomadi? (Per il momento sembrerebbe di no visto che il presidente Marrazzo ha diffidato le ronde all’indomani dell’iniziativa popolare n.d.r. Ma la discussione è ancora tutta in atto).
La Stazione di Salone con la FR2 è l’unico mezzo di trasporto su ferro disponibile per i lavoratori ed i residenti dell’Asse Tiburtino oltre il GRA (circa 300.000 persone). Negli anni novanta era stato progettato il prolungamento della Metro B di superficie da Rebibbia al Polo tecnologico. Poi la giunta Rutelli ha cancellato questo progetto, spostando il prolungamento da Rebibbia a Casal Monastero. Nel 2004 la Provincia di Roma, la Regione Lazio ed il Governo, allora governati dal centro-destra, finanziarono con 90 milioni di euro una tranvia di superficie sull’Acquedotto dell’Acqua Marcia che collegava la metro di Rebibbia con il Polo tecnologico. Ma il Comune di Roma, allora la giunta era di centro-sinistra, bocciò questa soluzione, certamente ritenuta politicizzata.
Questi fatti ci insegnano che le opere pubbliche non devono avere nessun colore politico. Inoltre, vista la scarsità delle risorse, devono essere realizzate subito le metropolitane di superficie che hanno costi molto più contenuti di quelle sotterranee. I Comitati s’aspettano dal Comune di Roma che venga riproposto il progetto della Tranvia di superficie sull’acquedotto dell’Acqua Marcia sia per l’ottimo rapporto costi/benefici che per la rapidità di realizzazione.
I Comitati chiedono al Sindaco Alemanno di realizzare al più presto una rete locale di Bus navetta che colleghino la Stazione di Salone ai quartieri di Case Rosse, Settecamini, Setteville e alle industrie della Tiburtina Valley.
Al Prefetto Pecoraro invece i Comitati chiedono di pianificare nel breve termine la delocalizzazione del campo Nomadi di Salone perché, al suo posto, dovrà essere realizzato un grande parcheggio. Tutto ciò dovrà essere pronto prima che abbiano inizio i lavori di raddoppio della Tiburtina che certamente bloccheranno l’intero quadrante ad est di Roma.
A tutte le Autorità competenti si chiede inoltre che venga realizzata la Stazione di Ponte di Nona entro un anno, come è avvenuto con quella di Salone, perché la centralità di Ponte di Nona, con i suoi 40.000 abitanti, deve, per legge, disporre di un trasporto su ferro.
I COMITATICITTADINI (340 1403190)
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