

Con il coordinamento dell’Anci, il Comune di Roma ha organizzato, come già annunciato nei giorni scorsi, l’invio di aiuti per le popolazioni di Haiti. Nel pomeriggio, da Fiumicino, è partito un aereo cargo, messo a disposizione dalla Protezione civile nazionale, sul quale il Campidoglio ha imbarcato 7 bancali di medicinali di primo soccorso che verranno consegnati a Port-au-Prince per consentire il funzionamento a pieno regime dell’ospedale da campo già inviato all’indomani della tragedia dal Governo italiano. Nelle prossime ore, inoltre, verrà reso noto il numero di conto corrente attivato dal Campidoglio per raccogliere le donazioni a favore delle popolazioni haitiane.
Tra le numerosi associazioni e organizzazioni che, già, si sono mobilitate per fornire aiuti, una proposta arriva anche dalla Scuola di Pace, già nota per il lavoro svolto con i terremotati dell’Abruzzo.
"…Ci stanno arrivando numerose disponibilità – scrivono in una lettera inviata al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno e al Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti – da parte di cittadini per l’eventualità di un aiuto qui in Italia per i bambini. Siamo consapevoli che questo è un argomento estremamente delicato. Una proposta potrebbe però essere quella intanto, se possibile, di far arrivare in Italia un gruppo di bambini bisognosi di cure, presso ospedali pediatrici come il Bambin Gesù.
Successivamente, qualora il progetto sia praticabile, la possibilità di attuare forme di “accoglienza temporanea” promosse dal Comune e dalla Provincia di Roma in collaborazione con le famiglie che si renderanno disponibili…."
"Questa idea – concludono – non è in contrasto con le azioni che si stanno compiendo direttamente ad Haiti, e in particolare le "adozioni a distanza" che appoggiamo pienamente. Si tratta di un’iniziativa sociale in una situazione di estrema difficoltà, che a nostro avviso deve essere guidata proprio da strutture istituzionali, come i Comuni e le Provincie, in collaborazione con le associazioni che si occupano già di organizzare gli analoghi progetti dedicati ai bambini di Chernobyl e di altre zone del Mondo come il Saharawi".
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