Municipi:

Al via il censimento dei romani

Il 9 ottobre inizia la compilazione dei questionari

Il 9 ottobre è il giorno stabilito per l’avvio del censimento della popolazione e delle abitazioni italiane attraverso il questionario messo a punto da Istat. La macchina organizzativa presenta però secondo l’Unione Sindacati di Base numerosi limiti. I questionari sono atti a indagare l’esistenza delle coppie (di fatto) formate da persone conviventi. Non verrà però reso noto il numero di coppie dello stesso sesso. Un ritardo culturale – si legge nel comunicato stampa dell’USB – delle istituzioni rispetto al quadro della realtà.

Circa i costi ancora il sindacato denuncia uno spropositato aumento della spesa: 590 milioni di euro stanziati dall’Istat a copertura di tutte le spese nazionali. Una cifra enorme, il 96% in più rispetto al 2001.

“Guardando a Roma, tutta la macchina organizzativa è entrata in affanno – si legge ancora nel comunicato – Mentre in altri grandi comuni si è proceduto a centralizzare compiti e risorse, a reperire operatori e sedi distaccate, l’Amministrazione capitolina ha esibito la solita noncuranza per gli adempimenti previsti dalle disposizioni normative e la consueta superficialità nella gestione delle procedure selettive”. La denuncia dell’USB è rivolta a spiegare come ancora oggi sia incerta la presenza di almeno la metà dei coordinatori, messa in forse dall’ostruzionismo dei Direttori di municipi e dipartimenti che non concedono i nulla osta per i distacchi dei funzionari, selezionati e formati, presso gli uffici decentrati del censimento. I ritardi organizzativi, l’incertezza sui compiti delle diverse figure da impegnare (Responsabili degli UDC, Coordinatori e Rilevatori), l’indeterminatezza dei compensi (per una attività della durata di almeno sei mesi) costituiscono motivi che scoraggiano i tanti che hanno inizialmente risposto ai bandi di reperimento del personale e spingono l’Ufficio Statistica del Comune di Roma, responsabile dell’intero processo, ad adottare soluzioni organizzative estemporanee e poco trasparenti.

“Stante la situazione attuale – conclude la nota – non è difficile immaginare che a Roma la realizzazione delle operazioni censuarie incontrerà gravissime difficoltà, con sicure conseguenze negative sulla veridicità dei dati statistici finali. Di vero, per ora, c’è il costo pro-capite del censimento per ogni cittadino: diecimila lire nel 2001, dieci euro nel 2011. – dichiara reteComune, associazione dei sindacati di base del Comune di Roma”.

I punti raccolata del Censimento 2011 a Roma

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