

Il Commissario d'governo usa i poteri speciali per blindare il progetto ed evitare varianti milionate. Ma resta lo scontro tra Ministero e Demanio
Un’accelerazione imperativa per evitare che il groviglio dei vincoli archeologici e monumentali trasformi la più imponente opera sanitaria della Capitale nell’ennesima incompiuta. Entra nel vivo l’iter per la realizzazione del nuovo Policlinico Umberto I, un’infrastruttura dal valore di 1 miliardo di euro.
Il Governatore del Lazio e Commissario straordinario di Governo, Francesco Rocca, ha firmato le ordinanze d’urgenza che costituiscono la struttura di supporto guidata dall’ingegnera Wanda D’Ercole e convocano la conferenza dei servizi decisoria per giovedì 5 novembre alle ore 12:45, fissando un perentorio ultimatum di 10 giorni per la consegna dei pareri.
La strategia commissariale punta a superare lo stallo della Cabina di Regia dello scorso 29 luglio, provocato dalle rigide condizioni poste dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale del Lazio (Co.Re.Pa.Cu.) del MiC. La Soprintendenza ha infatti calato tre paletti vincolanti:
Altezza massima dei nuovi complessi fissata a 30,40 metri;
Divieto di demolizione parziale dell’ex Lavanderia 30, destinata al solo restauro conservativo;
Prescrizioni archeologiche stringenti, con scavi preventivi continuativi sotto il padiglione di Urologia.
Rilievi che l’Agenzia del Demanio ha bollato come «progettualmente incompatibili» con la capacità assistenziale e la sostenibilità dell’ospedale. Di qui la scelta di Rocca: bypassare la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte) e approvare direttamente il Documento di Indirizzo alla Progettazione (Dip).
L’obiettivo è prevenire il rischio di dover modificare il progetto a cantieri aperti, quando le varianti avrebbero costi esorbitanti per le casse pubbliche.
Il masterplan sposta il baricentro sanitario su viale dell’Università, dove sorgerà un unico Monoblocco dedicato a tutte le degenze (mentre la Pediatria costituisce un polo autonomo). Saranno abbattuti i padiglioni di Otorinolaringoiatria, Urologia e Malattie Infettive (salva l’aula Giunchi), mentre gli edifici storici su viale del Policlinico — destinato alla pedonalizzazione — verranno convertiti in Campus Universitario con aule e alloggi.
Con un cronoprogramma che vede la gara nel 2026, i cantieri nel 2027 e l’inaugurazione tra il 2030 e il 2031, la conferenza dei servizi di giovedì rappresenta un test cruciale. Se l’ultimatum non dovesse spegnere le perplessità della Soprintendenza, Rocca potrà andare avanti con i poteri speciali, ma l’ombra di futuri ricorsi e contenziosi amministrativi continuerà ad aleggiare sull’opera.
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