

Protestano contro lo stato di degrado del proprio istituto e chiedono risposte certe per il futuro
Questa mattina, 13 dicembre 2011, gli studenti dell’IPSCT “Virginia Woolf” sito in Circonvallazione Casilina 119 (VI Municipio) con succursale in via Carpineto, 11 (VII Municipio) hanno protestato contro lo stato di degrado della propria scuola tenendo un sit-in per chiedere un incontro alla propria dirigente scolastica.
L’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici ancora una volta torna a battersi per far valere i propri diritti in questione di edilizia scolastica e problemi di didattica. L’istituto è frequentato da studentesse e studenti provenienti da tutto il territorio della periferia di Roma Est ed è l’ennesimo esempio dello stato di fatiscenza degli edifici e di carenza dell’offerta formativa da parte degli istituti di istruzione superiore statali in questa zona della Capitale. Un dato negativo non isolato, ma che rientra nello stato di dissoluzione generale della scuola pubblica italiana. E in questo contesto gli istituti tecnici e professionali per di più della periferia, sono i primi ad essere colpiti. Basti ricordare che in questi ultimi giorni sono stati in fermento anche gli studenti dell’ I.I.S “G.Falcone”, i quali hanno occupato il loro istituto proprio per gli stessi motivi per i quali oggi manifestano gli studenti del Virginia Woolf.
La scorsa settimana, venerdì 9 dicembre, è stata richiesta un’assemblea straordinaria a seguito della quale gli studenti hanno tentato di occupare l’edificio scolastico, senza però riuscirvi. Motivo di tale gesto è stato anche il comportamento da parte della preside alla richiesta degli studenti di essere ricevuti. In una circostanza gli studenti hanno dovuto attendere dalla mattina fino al pomeriggio per avere un faccia a faccia con la dirigente scolastica.
Gli studenti riferiscono di un aneddoto secondo il quale la preside in risposta alle loro rivendicazioni, ha affermato: “se questa scuola non vi sta bene potete anche andarvene affermando di essere all’oscuro di tutto.
In una lettera gli studenti espongono i problemi principali di struttura:
– I bagni del piano terra non sono sicuri a causa della caduta di maioliche che potrebbero infortunare gli studenti.
– Le classi dell’indirizzo Moda sono soggette a infiltrazioni idriche nei muri che conseguentemente portano a perdite d’acqua.
– In diverse parti dell’edificio il pavimento presenta mattonelle usurate.
– I banchi sono completamente rovinati.
– La Provincia di Roma non ha fino ad ora dato un appoggio economico per far fronte ai problemi strutturali dell’edificio.
A livello didattico gli studenti lamentano:
– Il non uso di programmi multimediali al settore Grafico per assenza negli anni di studi di lezioni specifiche e per mancanza di supporto di addetti ai laboratori.
– La richiesta di 20 centesimi di euro da parte dell’assistente per l’utilizzo di fogli da carta da modello per esercitazioni nel settore Moda.
– Fotocopiatrice funzionante nel settore Grafico tenuta spenta e senza fogli, non utilizzabile dagli studenti costretti a fare fotocopie fuori dell’istituto.
Luca Marinelli, Rappresentante degli Studenti nel Consiglio di Istituto dell’ IPSCT “Virginia Woolf”, anima instancabile delle mobilitazioni per il miglioramento della propria scuola, afferma: “Non ci fermeremo fino a quando non verrà sistemata la struttura del nostro edificio e non miglioreranno le condizioni della nostra scuola”.
Ha espresso solidarietà agli studenti del Virginia Woolf il Coordinamento Student* VI-VII Municipio, l’organizzazione giovanile studentesca che si batte nella periferia Est della Capitale e che in queste settimane ha già portato la solidarietà anche agli studenti dell’ I.I.S “Giovanni Falcone” e agli studenti del Di Vittorio e del Lattanzio ( entrambi VI Municipio ). “Portiamo la nostra solidarietà alle rivendicazioni degli studenti, ed assicuriamo azioni di protesta e non solo per intervenire a questo stato di cose" hanno dichiarato gli studenti del coordinamento in un comunicato.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.