Inquinamento acustico. Ciampino non ne può più

Lettera del Presidente del Comitato di Ciampino al Ministro Matteoli
di Aldo Pirone - 29 Aprile 2009

Ancora nessun intervento si è avuto da parte del Governo per mitigare la drammatica situazione di disagio dei cittadini di Ciampino, Marino e Roma Sud a causa dell’eccessivo numero di voli che operano sull’aeroporto di Ciampino. La situazione è ormai nota a tutti, Governo e cittadini. La stessa stampa internazionale ha più volte riportato le dichiarazioni del Ministro dei trasporti e del presidente dell’ENAC che annunciavano la prossima chiusura di questo aeroporto al volo civile.
A fine marzo è stata l’Agenzia ambientale della regione, ARPA Lazio, che, utilizzando lo stesso sistema di rilevazione già usato in Lombardia per ridurre il traffico di Linate, ha certificato il mancato rispetto delle leggi sul rumore a Ciampino. Ma nessuna misura è stata ancora adottata dalle autorità di Governo competenti e la stagione estiva, con le finestre aperte e un numero di aerei ancora più alto che nel resto dell’anno, incombe sui disgraziati abitanti.
Il presidente del comitato cittadino di Ciampino, Vincenzo Castagnacci, ha preso allora carta e penna e ha scritto al Ministro per chiedere il suo intervento.

In questa lettera si dice, tra l’altro: ‘’… sappiamo che le autorità regionali e del comune di Ciampino Le hanno inviato i risultati della indagine di ARPA Lazio (condotta con il sistema CRISTAL) sull’inquinamento acustico che colpisce gli abitati circostanti l’aeroporto. L’indagine, realizzata nel rigoroso rispetto delle prescrizioni di legge e condotta da una Agenzia pubblica, pienamente titolata a condurla, si è conclusa ed è stata resa pubblica da poco più di un mese. I risultati dell’indagine dimostrano che l’inquinamento acustico, provocato dall’incontrollato sviluppo commerciale dell’aeroporto, non è compatibile con le prescrizioni di legge, tanto che l’organo regionale ha stabilito in non oltre 60 movimenti aeroportuali giornalieri la capacità massima di questo aeroporto, contro gli oltre 200 attuali.
Oltre al rumore che supera i limiti di legge, questo sproporzionato numero di voli aerei produce un forte inquinamento da PM 10 e un reale pericolo di incidente aereo che, il 10 novembre, si è concretizzato, sfiorando la tragedia. Certamente ricorderà lo schianto del volo Rayanair da Francoforte causato, secondo fonti di stampa accreditate, dall’impatto con poche decine di storni (da 100 a 150), con l’aereo finito, carico di passeggeri, a pochi metri dalla ferrovia e da una strada piena di traffico (il rottame è
ancora lì in fondo alla pista). Questo incidente non è stato né il primo né il solo, perchè il 15
ottobre era toccato, per fortuna senza conseguenze, all’aereo che trasportava il ministro Prestigiacomo a finire fuori pista ed è del 7 febbraio 2009 la tragedia dell’aerotaxi esploso in volo e precipitato ai limiti di Trigoria, soltanto una manciata di secondi dopo aver sorvolato a bassa quota l’abitato di Marino.
In ragione del gravissimo problema del rumore e di questi altri problemi, le Istituzioni locali (Regione e Comuni) hanno chiesto allo Stato, rappresentato dalla Sua persona, di delocalizzare i voli commerciali e far ritornare l’aeroporto ai soli voli di Stato e di soccorso. Ciò servirebbe anche a diminuire statisticamente i rischi e non dover cercare a posteriori le eventuali responsabilità come nel caso terremoto Abruzzese.
La sostanza della riflessione che noi chiediamo è questa: non vogliamo che ci si debba ridurre alla ricerca delle responsabilità postume al danno ma chiediamo un intervento che eviti che accada o prosegua il danno ai cittadini.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti