Intervista ad Augusto Battaglia

Una conversazione ad ampio raggio dai temi del futuro Partito democratico a quelli della sanità laziale
di Luca Giannantoni - 6 Aprile 2009

Fa piacere incontrare un consigliere regionale, ex- assessore alla sanità e deputato della Repubblica per tre legislature, nel piccolo spazio in via Quinto Pedio. Una dimensione che riporta la politica a misura d’uomo, così come le persone che dalle prime ore del mattino si trovano a parlare con Augusto Battaglia. Lui riceve tutti e si dedica volentieri a qualche domanda che non può fare a meno di spaziare nella sua vasta esperienza nel campo politico e del sociale.

Onorevole, partiamo dal Partito Democratico. Con la nascita del Pdl assistiamo ad un progetto di partito di massa, mentre mi sembra che quello del Pd si sia rivelato fallimentare fino a questo momento.

“Io non direi fallimentare. Continuo a difendere la scelta del PD. Scelta giusta che dobbiamo a Prodi prima e Veltroni poi. Essendo un progetto molto ambizioso ha bisogno di un processo di fusione più articolato, più lungo, per definire le regole secondo le quali tutte le correnti possano confluire in valori comuni come la solidarietà, il lavoro, il welfare state a portata di tutti, la pacifica convivenza civile”.

Eppure mi sembra che rispetto al famoso 40%, che era l’ obiettivo iniziale, il PD sia molto sotto le proprie aspettative.

“Ammetto che fino a qui il processo si è rivelato più lungo ed articolato di quanto non si potesse immaginare. Ma a differenza di un partito con un solo padrone come il Pdl, il PD ha una tradizione fondata sulla partecipazione della base, con due anime, quella popolare cattolica e socialdemocratica europea, che a mio avviso stanno trovando la giusta strada. Ricordo per esempio l’elezione del segretario del PD al X municipio. Tutti i circoli si sono riuniti e, con grande spirito democratico, hanno raggiunto un obiettivo su basi ampiamente democratiche. È questa l’anima del Partito Democratico.”

Come pensa che andranno le Europee?

“Mancano ancora due mesi ma vedo che il partito si è messo in moto. Certo, non nascondo che ci siano stati momenti di difficoltà, per quanto ho detto prima e anche in seguito alla sconfitta elettorale delle politiche e di Roma. Ma ora, anche grazie al segretario regionale Morassut ed a Riccardo Milana, stiamo riprendendo una politica fatta di iniziative politiche molto forti. “

Scendiamo di un gradino e parliamo di Regione. A quasi un anno dal ritiro della delega da parte di Marrazzo, la sanità del Lazio è migliorata molto?

Adotta Abitare A

“(ride) Io difendo con orgoglio il lavoro fatto nella sanità nei primi tre anni. Dal 2005 al 2007 il deficit è calato di 700 milioni di euro. C’è stata una complessiva crescita del sistema sanitario, sono aumentate le prestazioni, la donazione del sangue, è diminuita la spesa farmaceutica, il tasso di ospedalizzazione e quello della mobilità passiva. È ripartita l’edilizia sanitaria, con l’ospedale dei Castelli e quello di Santa Maria della Pietà. Abbiamo e stiamo portando avanti una politica di contenimento dei costi davvero ottima. Il governo purtroppo ha ritenuto invece che l’abbattimento del deficit doveva essere accelerato ed ha chiesto un cambio.”

Il governo questo però ha riconosciuto un certo lavoro, sbloccando dei fondi pari a 3 miliardi di euro…

“C’è ancora un’eccessiva spesa che pesa sui cittadini. Io sono contrario al ticket e credo che ci sia un blocco troppo rigido del turn over del personale che sta causando non pochi problemi. Credo che bisogna riaprire un confronto con il governo per riacquistare una certa autonomia e ristabilire un percorso ragionevole. La Sanità è un sistema complesso e nevralgico perché tutela un diritto fondamentale come quello della salute. Se in un assessorato come i lavori pubblici si può risparmiare costruendo una strada invece che due, nella sanità non vale lo stesso discorso, perché bisogna assicurare un diritto alla salute riconosciuto dalla costituzione.”

Come si fa ad arrivare ad un debito di 10 miliardi di euro?

Beh ci sono due principali responsabilità. La prima è una politica che porta a dei casi come quello di Lady Usl…

O Angelucci…

Non facciamo sterili polemiche. Su Angelucci c’è un’inchiesta in corso che accerterà se ci sono state responsabilità. Io parlo di fatti accertati, con disavanzi farmaceutici di 638 milioni di euro e che hanno gravato non poco sul debito pubblico. Poi l’amministrazione ha ereditato una programmazione del sistema sanitario del Lazio dove la maggior parte delle strutture si trovava nel centro storico di Roma, quando le persone ormai vivono di più in periferia. Una debolezza strutturale nelle province e nelle periferie. Stiamo procedendo ad una modernizzazione, che passa per una sanità territoriale e domiciliare e per una diminuzione della degenza ospedaliera, con il taglio di circa tremila posti letto solo fino ad oggi.
L’abbattimento del deficit è necessario e passa da un controllo sulla spesa farmaceutica, una maggiore trasparenza nelle gare d’appalto, il riconoscimento, in termini di fondi, che Roma deve avere per i cinque policlinici universitari che formano il 25% del personale ospedaliero italiano.”

Andiamo sul territorio. A che punto è la formazione dell’ Spdc (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) nel X municipio?

Questa è una battaglia che ho sposato con Peppe Mariani e Giuseppe Celli (consigliere regionale e capogruppo socialista alla Regione Lazio), perché è inammissibile che due quartieri come l’ VIII ed il X municipio non abbiano, tra quasi mezzo milione di abitanti, un solo centro psichiatrico. Ho proposto un bando di mobilità per gli ex dipendenti del San Giacomo, che in base anche alle loro esigenze potranno spostarsi in via Casilina e colmare così un vuoto che prosegue da ormai troppo tempo.”

Con la rielezione di Sandro Medici (è passato un anno dal rinnovo del suo terzo mandato) come giudica la situazione del territorio, quali sono le carenze? Non si corre il rischio che il municipio sia bello di suo e si trascurino i problemi dormendo sugli allori?

“Io credo che il municipio, come tutti i quadranti del sud-est, abbia i problemi di uno sviluppo demografico, edilizio e commerciale molto esteso. L’amministrazione del X municipio può vantare successi molto importanti, come il Parco degli Acquedotti, un lotto di 200 ettari che rappresenta un valore grandissimo per la cittadinanza.”

Quali sono secondo lei i problemi più urgenti e come può risolverli l’amministrazione del municipio?

“Il X sta cercando di portare avanti una politica di riequilibrio delle strutture e dei servizi. C’è stata una grandissima crescita edilizia fuori dal Raccordo Anulare, per cui occorre rafforzare le strutture pubbliche con maggiori servizi ed una collaborazione più forte. Bisogna accelerare il lavoro per dare risposte sul piano della sanità e dei servizi.”

Tra i vari problemi c’è quello della convivenza sociale. Come pensa lo stia affrontando l’amministrazione capitolina e quella del Municipio?

“Non voglio ancora esprimere ancora giudizi sull’amministrazione di Roma dato il breve periodo nel quale si è insediata, nonostante l’avversa fazione politica. Io credo che con la crisi nei prossimi mesi verrà ancora meno il potere d’acquisto delle famiglie, caleranno di redditi, il Pil e le entrate dello stato, così come molta gente perderà il lavoro. Andiamo incontro ad una situazione molto difficile e certo saranno meno anche le risorse da investire, specie nel sociale. Mi auguro però che l’amministrazione non disperda il grande lavoro portato avanti da Rutelli e da Veltroni, che hanno portato a strutture sociali, a centri diurni di salute mentali, di assistenza domiciliare ed a centri per i disabili. Nel Lazio ci sono 1.800 persone con più di cento anni e 10.000 con più di ottanta. L’avere in casa una persona non autosufficiente è una delle cause maggiori di impoverimento, ed anche per questo non bisogna tornare indietro sulla politica sociale ma incrementare gli incentivi.”

 


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