Italia dei Diritti denuncia clamorosi paradossi all’Umberto I

Anna Nieddu: ad essere danneggiate sono soprattutto le fasce più deboli
F. L. - 14 Ottobre 2009

Nuova iniziativa il 12 ottobre 2009 dell’Italia dei Diritti in difesa dei cittadini. Il movimento nazionale fondato da Antonello De Pierro porta alla ribalta una delle tante situazioni di cattiva amministrazione e assurdità burocratiche che coinvolgono la sanità pubblica.

Al Policlinico Umberto I di Roma i pazienti appena dimessi devono recarsi di persona alla farmacia dell’ospedale per acquistare le medicine loro necessarie, nonostante le palesi condizioni di convalescenza in cui si trovano, quando invece sarebbe più opportuno che i farmaci in questione fossero messi a disposizione direttamente al reparto in cui erano ricoverati. Una situazione di evidente disagio ai limiti del paradosso. Inoltre, i pazienti possono richiedere che la propria cartella clinica venga recapitata a casa tramite servizio postale soltanto se non sono residenti nella Capitale. In caso contrario, i cittadini romani devono recarsi personalmente presso gli uffici del nosocomio a ritirare il suddetto certificato. Un iter burocratico che genera problemi non indifferenti, soprattutto per le persone più anziane che necessitano di essere accompagnate.

"Bisognerebbe interrogare il direttore sanitario dell’ospedale e capire perché avvenga una cosa simile", dichiara Anna Nieddu, viceresponsabile per il Lazio del movimento. "Credo – prosegue – sia necessario ovviare a questa lacunosa situazione, in particolare perché ad essere danneggiate sono soprattutto le fasce più deboli, come gli anziani o i soggetti diversamente abili, che hanno bisogno di qualcuno che li accompagni. Inoltre, si crea disagio anche a quelle persone che per ritirare semplicemente una cartella clinica devono chiedere il permesso al proprio datore di lavoro e assentarsi per qualche ora, considerati anche i problemi del già congestionato traffico stradale capitolino. Anche perché in termini di costi inviare dieci cartelle o inviarne venti non cambia, considerato poi che le spese postali sono a carico degli utenti".

"Auspichiamo – conclude la Nieddu – che tali questioni vengano risolte al più presto e si sanino questi paradossi che gravano sui degenti e sui cittadini".

Info: Tel. 06-97606564; e-mail: italiadeidiritti@yahoo.it sito web www.italymedia.it/italiadeidiritti


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