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La Cartolibreria Valente punto di riferimento per molte generazioni di studenti

Dal 1966 nel quartiere Alessandrino
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 18 Ottobre 2012

Palmamaria Valente è la fondatrice della Cartolibreria Valente, oggi CartoLibreria Valente Sas di Anna Marsella, ed è con lei che abbiamo la nostra intervista, mentre, vigili all’ascolto e con brevi precisazioni, intervengono pure le attuali titolari, le figlie Anna e Pina Marsella, non trascurando nel frattempo di servire alcuni clienti in visita.

Signora Palmamaria può sintetizzarci la storia della ditta?

Quest’attività è stata aperta nel 1966 in via degli Olmi 81 in un piccolo locale di 25 mq ed è qui che iniziammo a prendere confidenza con il lavoro da svolgere in cartolibreria. Nel momento in cui sono sorte le prime costruzioni qui in via del Campo decidemmo di trasferirci al civico 44. Stiamo parlando del 1973. Da questo nuovo locale, molto più grande, prendemmo il via cominciando a vendere sia libri che articoli per la scuola. Ricordo con piacere che uno degli articoli più venduti di quel periodo erano le mitiche figurine Panini.
Nel corso degli anni abbiamo visto passare tantissimi bambini del quartiere, alcuni dei quali, diventati grandi, pur avendo assunto posizioni di rilievo nella società, continuano a servirsi da noi o passano anche semplicemente per farci un saluto. Da noi graditissimo perché è la riprova del buon rapporto, un rapporto direi confidenziale, che abbiamo instaurato con i nostri clienti i quali ci considerano quasi una vera e propria istituzione del quartiere.

Lei ha poi ceduto le redini del comando…

Infatti a prendere le redini del negozio, nell’ultima fase, sono state le mie figlie Anna e Pina, che stanno proseguendo quest’attività con tanto e rinnovato impegno.

Quali sono gli articoli più venduti?

Ora possiamo dire che il nostro punto di forza sta nella vendita di libri usati. Inoltre da diversi mesi abbiamo ingrandito il punto vendita acquisendo anche il piano di sopra. Questo ci permette di proporre un ampio assortimento di articoli non solo di cartoleria e di incrementare il catalogo dei libri di varia.

Quali sono state le ragioni e il segreto del successo della ditta

Adotta Abitare A

Sicuramente il grande impegno che ogni giorno mettiamo nel lavoro, senza mai risparmiarci. E la clientela dimostra di apprezzarlo.

Quali effetti ha prodotto la grande distribuzione sulla vostra attività?

Un certo disagio ce l’ha creato, ma a distinguerci dalle grandi catene resta il nostro contatto umano che la gente mostra di gradire perché è stufa di rinchiudersi nel centro commerciale un luogo dove non può scambiare due chiacchiere e ricevere dei buoni consigli.

Come sono cambiati i comportamenti dei clienti?

Rispetto ad un tempo in cui la scelta di cartelle e quaderni era unilaterale adesso per andare incontro ai gusti dei ragazzi dobbiamo seguire la moda e le mutevoli tendenze proponendo una maggiore varietà di articoli. Purtroppo per quanto riguarda il settore del libri extrascolastici la situazione è rimasta invariata, statica, abbiamo provato molte volte a proporli ma il quartiere non ha saputo finora accogliere il nostro invito.

Come si presenta la situazione attuale?

Molti abitanti definiscono l’Alessandrino come un quartiere morto, ma non basta solo lamentarsi bisogna anche lavorare insieme per migliorare la situazione. Una maggiore cooperazione tra commercianti non guasterebbe e permetterebbe ai clienti di avvicinarsi alla zona con il vantaggio di usufruire di molti più servizi. Anche perché questo quartiere non è come viene descritto dai giornali (che si occupano di noi solo in presenza di deprecabili fatti di cronaca nera), noi viviamo serenamente non subiamo atti di delinquenza particolari rispetto ad altre zone.

Avete qualche lamentela da rivolgere alle istituzioni?

Per quanto riguarda la situazione lavorativa siamo molto amareggiati dalla mancanza di considerazione nei nostri confronti del Comune di Roma che lancia ogni anno l’iniziativa dei buoni per la scuola ma poi crea seri problemi ai commercianti che non ricevono in tempo il rimborso dovuto.  


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