Laboratorio Analisi Lepetit

La scommessa vinta di Orazio Falconi

Con le testate di quartiere “Aniene è” e “Panoroma”, sulla breccia nonostante la crisi
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 10 Ottobre 2012

Prima nacque nel 1987 "Aniene è" in contemporanea con il concorrente "Abitare A, davvero due strani nomi per due giornali di quartiere e non in molti allora avrebbero scommesso sulla loro riuscita. Oggi con una tiratura identica alla consorella vive "PanoromaNews", un periodico che si occupa in prevalenza del VII municipio. Ed è per noi un piacere intervistare Orazio Falconi che di queste testate conosce ogni minimo dettaglio della storia oltre naturalmente ad essere un sensibile ‘termometro’ dell’andamento economico delle strutture commerciali ed artigianali del territorio da tanti troppi anni alle prese con una crisi che sembra non dover finire mai.

Orazio, come è iniziata l’avventura di tuoi giornali?

Tutto parte con la testata “Aniene è” che nasce nel giugno 1987 nel quartiere di Colli Aniene, fondata da Michelangelo Fanelli e da sua moglie. Io e mio fratello siamo diventati soci di Fanelli nel 1990 anche se dopo soli tre mesi egli decise di abbandonare la società. L’avventura con mio fratello è durata circa tre anni. Vista la mia grande passione per il mondo del giornalismo ho continuato ad occuparmi della testata completamente da solo. In un primo tempo la rivista “Aniene è” si sviluppava su 12 pagine incentrandosi sui fatti e gli eventi esclusivamente del V municipio.

Poi pensai di inserire anche le notizie relative ai municipi confinanti aumentando il numero delle pagine arrivando così a realizzarne una quarantina. Occuparsi di “Aniene è” diventava un lavoro corposo ed impegnativo ed oltretutto non ero certo che i lettori del quartiere fossero pronti per una rivista così elaborata.

A questo punto prende vita “Panoroma”. Perché realizzare una rivista dedicata a tutto il territorio romano?

L’idea l’ho maturata nel 1996 quando, appunto, vedevo crescere l’altra mia testata troppo in fretta e perdere la sua connotazione originale. Così pensai di creare una nuova rivista concepita per trattare diversi argomenti: dalle notizie locali alle manifestazioni culturali e sportive, passando per interessanti rubriche sulla storia della città per permettere ai lettori di appropriarsi anche di un minimo di cultura. Possiamo perciò dire che “Panoroma” ha preso vita da una costola dell’altra testata ma il ruolo di protagonista venne affidato in questo caso al VII municipio, la zona in cui abito da oltre 40 anni e per questo ritenevo fosse più che giusto dedicargli un congruo spazio sulla mia rivista.

Qual è il segreto del successo di queste testate giornalistiche?

Non ci sono grandi segreti dietro al successo delle mie riviste. Determinante è stata la mia volontà di portare avanti questo progetto. Poi ho avuto la fortuna di circondarmi sempre di collaboratori validi tra cui moltissimi giovani. Dall’esperienza con il nostro giornale sono usciti ben 54 ragazzi con il tesserino da pubblicisti. Senza enfatizzare i miei meriti, posso però ammettere di sentirmi un po’ il padre di questi giovani a cui ho insegnato l’arduo mestiere del giornalista. Ed anche di rivendicare una convinta appartenenza al nostro territorio.

Adotta Abitare A

In tempo di crisi come riesce a tenere in piedi una testata, anzi due?

Per fortuna, nonostante la crisi, qualcuno ancora crede nella forza della pubblicità, parliamo di quel 10% che spera in una ripresa futura, e così riusciamo a campicchiare. Quindi mi sono dovuto adeguare alla situazione lavorando al giornale e partendo da una base di 24 pagine, da ampliare a seconda delle entrate pubblicitarie. Perché come vi è noto noi viviamo autofinanziandoci, come voi, del resto, con la pubblicità. Senza naturalmente scendere a compromessi. Non ho mai chiesto o accettato incentivi da parte di partiti politici, desidero continuare con una comunicazione sana e trasparente. Addirittura ho ricevuto degli attestati di stima da parte di molte amministrazioni per l’indipendenza della mia testata.

Come vedi il futuro dei municipi della Capitale?

Sicuramente con il nuovo progetto di unificare i municipi ci saranno nuovi problemi. Solo il VII conta 150.000 abitanti; quando si andrà ad unificarsi con il VI si raggiungerà un numero di 300 mila abitanti pari ad una città come Firenze, ricevendo risorse finanziare per nulla paragonabili a quelle di Firenze, e per giunta senza avere l’autonomia finanziaria ed il personale di quella città. Perciò mi chiedo, avremo un miglioramento rispetto alla situazione attuale? E saranno in grado gli amministratori municipali di governare e gestire al meglio le scarse risorse economiche che saranno loro trasferite dal Campidoglio? Infine stento sempre di più a credere al politico che porta avanti la sua carriera per passione, ormai ruota tutto intorno al denaro. E le vicende di questi ultimi tempi sono esemplari ed istruttive della decadente china che è stata imboccata.


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