

Per gli oncologi sempre più donne a rischio di cancro al seno
Da uno studio italiano donne in età sempre più giovane sono colpite dal tumore al seno.
Si attesta, infatti, che il numero di nuove neoplasie mammarie sia superiore a 40 mila all’anno, con un trend in aumento: dai 41.608 del 2000 in 6 anni si è registrata una crescita del 13,8% e con un incremento di percentuale soprattutto per nuovi tumori della mammella nelle donne di età compresa tra 25 e 44 anni, il valore è di 77 donne ogni 100 mila.
Per sconfiggere questo grande nemico della donna l’arma migliore rimane la prevenzione. Da qui il desiderio dei sanitari di un anticipo diagnostico quanto più precoce e attento possibile, infatti, più la tecnologia è raffinata tanto più il radiologo riesce a diagnosticare tumori molto piccoli e quindi poi ad evitare la diffusione.
Attualmente l’ultimo e più avanzato macchinario nella prevenzione senologica è la Tomosintesi, una mammografia tridimensionale ad alta definizione. In Italia sono tre le città dove è possibile effettuare questo esame: Roma, Genova e Torino. A Roma questo dispositivo di avanguardia si trova in una struttura privata, la Clinica Paideia del Fleming.
“La Tomosintesi – spiega la dottoressa Barbara Pesce, responsabile del Centro di Diagnostica Senologica della Clinica Paideia – è uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella ‘a strati’, dove appunto la mammella viene scomposta in tante immagini che poi, sovrapposte, ricostruiscono la figura della mammella nella sua completezza. Tutto questo si traduce in un grande vantaggio per i seni difficili da leggere, ad esempio nei seni densi, che possono così essere analizzati più specificamente e in dettaglio, svelando lesioni che nell’immagine d’insieme sarebbero altrimenti mascherate. Il risultato è che aumenta l’accuratezza diagnostica, in quanto possono essere individuate lesioni che risulterebbero ‘invisibili’ con l’esame tradizionale”.
La Tomosintesi è quindi una macchina di ultima generazione con una prestazione simile ad una mammografia digitale, in più è meno dolorosa perché la compressione necessaria è inferiore, mentre il tempo di esposizione rimane invariato, l’aumento di radiazioni assorbite è assolutamente trascurabile, ma, rispetto alla metodologia standard dell’esame 2D, permette un’analisi molto più accurata, lo studio della mammella ‘pezzettino per pezzettino’.
Secondo gli oncologi presenti il 21 gennaio all’Hotel Nazionale alla conferenza sulla Tomosintesi, i professori Francesco Cognetti, responsabile dell’Oncologia Medica A dell’Istituto Nazionale Tumori ‘Regina Elena’ IRCSS di Roma, Enrico Cortesi, direttore della UOC di Oncologia Medica B del Policlinico Umberto I, Università ‘La Sapienza’ di Roma e Paolo Marchetti, direttore dell’UOC di Oncologia Medica dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, l’uso di questo macchinario è indicato soprattutto per le mammelle dense (giovani), in una fascia di età superiore ai 40 anni, quando c’è familiarità e nelle persone già operate di tumore mammario.
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