La topografia antica del quartiere Metronio e gli scavi archeologici di piazza Epiro

Un convegno per scoprire le ricchezze archeologiche che si celano nel territorio del IX Municipio
di Alessandra De Salvo - 28 Gennaio 2009

1- Il convegno. 2-3- L’insediamento rustico rinvenuto durante gli scavi del mercato di piazza Epiro fotografato da Emanuele Clementi.

Si è svolto a Roma, il 23 gennaio 2009, presso il Liceo Statale Artistico Giorgio De Chirico, il convegno su “La topografia antica del quartiere Metronio e gli scavi archeologici di piazza Epiro”. L’iniziativa, nata dall’intesa tra il Liceo G. De Chirico e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, si situa nel quadro del protocollo stipulato nel 2007 tra il Liceo e il Municipio IX per la costituzione di un “Archivio delle Memorie del Territorio”.

“Il IX Municipio”, ha dichiarato Rossella Rea della Soprintendenza Speciale per Beni Archeologici di Roma, “non contiene meno testimonianze archeologiche di una qualsiasi regione italiana. È infatti il più gravato dai regimi vincolistici, e questo è un chiaro riconoscimento d’interesse. Si tratta di una porzione di agro romano che mantiene un incredibile numero di resti archeologici, è attraversato da ben cinque acquedotti ed è un municipio ricco di acqua che scorre, tuttora, a notevole profondità, sotto i nostri piedi”.

Questo abbondante patrimonio archeologico, se da un lato è motivo di vanto e simbolo di ricchezza, per quanto riguarda la vita cittadina diventa fonte di non poche problematiche e viene spesso vissuto come un fastidio da parte dei cittadini, anche dei più illuminati. Chi non si è mai spazientito perché i lavori del gas sotto casa sembravano non avere più fine? In un quartiere così archeologicamente denso, anche un semplice intervento di posa cavi o di manutenzione stradale può far saltar fuori dei reperti, ci spiega la dott.ssa Francesca Montella elencando i luoghi del quartiere dove sono avvenuti importanti ritrovamenti archeologici: a via Alesia, a pochi metri dall’angolo con via Illiria, sono state ritrovate due anfore interrate, la cui sistemazione risale al I sec DC; a via Populonia, i ritrovamenti riguardano una villa tardo repubblicana; a via Apulia sono state intercettate due strutture murarie di epoca tardo repubblicana alla quota di appena tre centimetri dal piano di calpestio stradale; sempre a via Apulia, all’angolo con via Gallia, si è trovato un ambiente ipogeo; mentre a via Elea è visibile una Cisterna Romana di grandi dimensioni. Scoperte archeologiche eccezionali stanno avvenendo anche grazie ai lavori di scavo della metropolitana nel tratto vicino a Porta Asinara. Proprio qui, a quattordici metri dal piano di calpestio, sono state rinvenute delle strutture precedenti alla costruzione delle Mura Aureliane tra cui il laboratorio di un marmista, all’interno del quale sono stati trovati pilastri, tegole di marmo ed una testa di statua spaccata a metà.

Nella stessa situazione si sono, naturalmente imbattuti gli operai addetti alla costruzione del parcheggio interrato sotto il mercato di piazza Epiro. Anche qui è stato necessario l’intervento della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il dott Claudio La Rocca responsabile degli scavi archeologici condotti, nel 2006, dalla Cooperativa Gea S.C.arl e dalla Soprintendenza, ha illustrato il lavoro ed i ritrovamenti effettuati nell’area di scavo di 130 mq situata proprio sotto il mercato, all’altezza di via Licia.

“A sette metri sotto l’attuale piano di calpestio è stato rinvenuto un insediamento rustico databile tra la II metà del IV e del V secolo dopo Cristo. Si tratterebbe di un’abitazione utilizzata per scopi agricoli della quale sono stati individuati tre ambienti differenti su cui sono state constatate due successive fasi edilizie costruttive.” All’interno di questi tre ambienti sono stati rinvenuti: una grande quantità di anfore e vasellame di uso quotidiano, in particolare recipienti utilizzati per le faccende domestiche, frammenti e vetri non ricomponibili, spilloni per capelli in osso e 119 monete in bronzo. Il sito venne poi abbandonato nel corso del VI secolo a causa dei sempre più frequenti fenomeni alluvionali. Il luogo in cui sorge l’attuale mercato era, in antichità un’altura prospiciente una palude, sembra infatti che tutta Porta Metronia fosse in passato una zona di raccordo di diversi corsi d’acqua. Secondo il celebre archeologo Rodolfo Lanciani qui si trovavano i Decennenses, abitanti dell’altura antistante la Palus Decenniae.

Oggi, grazie al lavoro del dott. La Rocca e all’impegno del Liceo Statale Artistico Giorgio De Chirico, la storia degli scavi e dei ritrovamenti archeologici del mercato di piazza Epiro è confluita su quattro pannelli espositivi, ospitati in forma di mostra permanente presso il Biblio Point del Liceo De Chirico, a largo Pannonia 37.


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