Laureati e progettisti informatici cercansi. Sono 65 mila i lavoratori ‘introvabili’

Secondo Unioncamere. Pur in calo rispetto al 2011 il fenomeno resta importante
Enzo Luciani - 24 Novembre 2012

 Laureati e progettisti informatici cercansi. Secondo Unioncamere sono 65mila i lavoratori ‘introvabili’ nel 2012. Il fenomeno, pur in calo rispetto al 2011 resta rilevante a fronte della crisi lavorativa in Italia.

"Anche in un 2012 in cui la disoccupazione ha assunto caratteri di emergenza per il Paese e in un contesto in cui le imprese procedono alle assunzioni con estrema cautela (tanto che quelle totali saranno complessivamente 200 mila in meno del 2011), molti potenziali posti di lavoro rischiano di rimanere vacanti perche’ i candidati sono difficili da reperire".

E’ la tendenza riscontrata da un approfondimento dell’analisi annuale del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, presentata a Verona in occasione di Job&Orienta. "Certo gli ‘introvabili’ – osserva Unioncamere – quest’anno sono ‘solo’ 65mila, ossia il 16,1% delle assunzioni non stagionali previste dalle imprese (lo scorso anno erano quasi il 20%), ma in alcune regioni e per singoli profili professionali sono vere e proprie ‘primule rosse’". Ad esempio, "in Lombardia 9 progettisti informatici su 10 sono difficili da trovare.

Nel Lazio le imprese che cercano termoidraulici non riescono a rimpiazzare i propri collaboratori e in Trentino Alto Adige le imprese sono alla ricerca di camerieri non stagionali". Claudio Gagliardi, segretario generale di Unioncamere, sottolinea l’esistenza di "un paradosso che emerge anche quest’anno dai dati Excelsior: pur in presenza di una contrazione dell’occupazione, una parte non marginale della domanda di lavoro delle imprese comportera’ difficolta’ nella ricerca del candidato piu’ idoneo. E’ un paradosso che rende sempre piu’ urgente intervenire con un cambio di passo del mondo della formazione: serve uno sforzo straordinario per offrire a tutti i giovani la possibilita’ di conoscere dal di dentro il mondo dell’impresa e, nello stesso tempo, far apprezzare alle imprese il proprio talento. E’ necessario in definitiva – conclude Gagliardi – organizzare anche in Italia in maniera sistematica percorsi di apprendimento in azienda completamente integrati nel curriculum formativo".


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