Lenti a contatto e chirurgia refrattiva

Esperti a confronto sulla chirurgia refrattiva di quarta generazione e sull’uso abituale delle lenti a contatto
di Patrizia Miracco - 1 Febbraio 2010

Oculisti a confronto a Roma, sabato 30 gennaio, nella Domus Sessoriana, durante il convegno ‘Lenti a contatto e chirurgia refrattiva’.

In Italia oggi non solo sono più di due milioni le persone che utilizzano abitualmente le lenti a contatto, ma è anche realtà comune il ricorrere alla chirurgia refrattiva per difficoltà visive, come miopia, astigmatismo, ipermetropia.

“La chirurgia refrattiva – spiega durante il convegno Pasquale Troiano, oculista del Policlinico di Milano e presidente della Società italiana di contattologia medica (Sicom) – è quella branca dell’oculistica che ha lo scopo di ridurre o di correggere in modo permanente i principali difetti visivi, quali miopia, ipermetropia e astigmatismo. La maggior parte degli interventi di chirurgia refrattiva agisce modificando la struttura corneale. Le procedure chirurgiche inducono a una sezione totale o parziale dei nervi sensitivi della cornea che però a volte possono determinare una marcata ipoestesia, portando a disturbi della superficie oculare che si manifestano con il quadro clinico dell’occhio secco”.

Il rischio complicanze è comunque alto sia nel postoperatorio, che nell’uso frequente delle lenti a contatto se queste non risultano quelle idonee o non seguono importanti e scrupolose regole igieniche.

“Oggi il mercato – afferma Emanuela Bonci, oculista e segretario della Sicom – offre lenti in materiali ad elevatissima permeabilità ai gas, con una sufficiente gamma di parametri, inoltre, utilizzando un nuovo sistema per progettare e costruire le lenti a contatto, noto con il nome ‘a calco’ si possono personalizzare l’applicazione tanto da permettere un corretto adattamento delle lenti a contatto anche negli occhi più complicati”.

Il perché di alcune complicanze sull’uso delle lenti a contatto dopo chirurgia refrattiva è stato chiarito dal consigliere Sicom, Stefano Palma: “Le più gravi manifestazioni di ipossia corneale e cheratiti infettive da lenti a contatto si verificano con maggior frequenza nei portatori di lenti a contatto terapeutiche. La maggior parte degli oftalmologi – prosegue Palma – ritiene che sia correlato al fatto che gli occhi, che necessitano di una lente terapeutica, sono occhi con una situazione corneale alterata già in atto e quindi pronti ad una sovrapposizione infettiva”.
 


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