

Tomei: le malattie professionali mietono più vittime degli incidenti stradali
‘La medicina del lavoro quale elemento migliorativo per la tutela e la sicurezza del lavoratore e delle attività di impresa’ è il tema affrontato nel 73° Congresso nazionale della Società italiana di Medicina del lavoro e Igiene industriale (SIMLII) che si è svolto a Roma, all’Ergife Palace Hotel, dal 1° al 4 dicembre 2010. Il congresso, organizzato dalla scuola di specializzazione in Medicina del lavoro della Sapienza, diretta dal prof. Francesco Tomei, ha analizzato le delicate problematiche e portato un contributo essenziale al doloroso e inquietante fenomeno degli incidenti sul lavoro.
Nel 2009, secondo i dati Inail, sono stati 790.000 gli infortuni sul lavoro in Italia, con un calo del 9,7% rispetto al 2008 (85mil in meno). I casi mortali 1.050, per una flessione del 6,3% (70 decessi in meno). Ma il calo degli infortuni e morti sul lavoro non fa abbassare la guardia.
“Nonostante gli infortuni siano diminuiti – osserva il prof Francesco Tomei, organizzatore del Congresso – è ancora troppo elevato il numero di persone che muoiono nei posti di lavoro”. “In un paese civile – prosegue Tomei – muoiono più di 2 persone al giorno. Sono ancora troppi i lavoratori che per una scorretta o scarsa prevenzione si ammalano nei luoghi di lavoro. Le malattie professionali, il cui decorso è spesso subdolo e sottostimato, mietono più vittime degli incidenti stradali. Obiettivo della medicina del lavoro non è solo quello di tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma soprattutto essere uno strumento valido di crescita per la produttività”.
Si conferma essenziale, nella prevenzione degli infortuni, la costante azione di controllo sulla effettiva osservanza delle disposizioni e delle prescrizioni tecniche vigenti. In Italia dal 15 maggio 2008 è in vigore il nuovo Testo Unico della Sicurezza (Dlgs 81/08) che, rispetto al precedente Dlgs 626/94, ha esteso gli obblighi e i campi di applicazione. Il nostro Paese, con l’applicazione del nuovo decreto, ha valori al di sotto della media europea, con tassi pari a 2.674 infortuni. Secondo i dati diffusi da Eurostat (Ufficio Statistico delle Comunità Europee) il decremento medio è superiore al 13% nell’ultimo quinquennio con quote elevate in diversi Stati, tra cui l’Italia (18,2%).
Nei quattro giorni congressuali il vivo confronto tra esperti, dirigenti aziendali e autorità istituzionali ha evidenziato il ruolo centrale del medico del lavoro, professionista indispensabile nella prevenzione degli infortuni. Il medico del lavoro si conferma così non solo il promotore della sicurezza, ma anche il fautore dell’implementazione dell’attività delle imprese nel settore della sicurezza.
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