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Mozione di sfiducia respinta per l’assessora Prodon: tensioni nel Pd lidense

L’atto, presentato da Lega e Fratelli d’Italia dopo l’occupazione dell’aula della scorsa settimana, non ha però raccolto i numeri necessari a far cadere l’assessora

Tira aria di tensione nella maggioranza del Municipio X, dove la mozione di sfiducia contro Valentina Prodon, assessora all’Ambiente e vicepresidente della giunta Falconi, è stata respinta dal Consiglio.

L’atto, presentato da Lega e Fratelli d’Italia dopo l’occupazione dell’aula della scorsa settimana, non ha però raccolto i numeri necessari a far cadere l’assessora.

A sancire la tenuta della giunta è stata una maggioranza non del tutto compatta, con alcuni consiglieri del Pd che hanno scelto di dissociarsi dalla linea del minisindaco.

“Chi, come me, crede profondamente nelle regole democratiche, valuta con soddisfazione l’esito della votazione – ha dichiarato il presidente Mario Falconi –. L’opposizione se ne faccia una ragione: proseguiremo con determinazione, in piena sintonia con il Campidoglio, nel realizzare il nostro programma di mandato”. Falconi ha poi ricordato alcuni progetti simbolo della sua amministrazione, dal Parco del Mare al Ponte della Scafa, dalla Casa della Cultura alla riqualificazione del Parco della Madonnetta.

Ma le parole del minisindaco non nascondono il malessere interno al centrosinistra lidense. Due consiglieri del Pd, Marco Belmonte e Valentina Proietti, entrambi vicini ad AreaDem, non hanno partecipato al voto.

immagine di repertorio

A rompere la disciplina di partito è stato invece Raffaele Biondo, esponente dei Giovani Democratici, che ha votato a favore della sfiducia.

“Non ho seguito l’opposizione, ma la mia coscienza – ha spiegato Biondo –. Ritengo di essere coerente con la linea del partito, che a livello nazionale ha riconosciuto criticità nei meccanismi di potere. Questa giunta, non solo Prodon, è frutto di accordi interni. Ci sono persone alla prima esperienza amministrativa che non sono idonee a ricoprire certi incarichi”.

A inizio consiliatura Biondo si era perfino incatenato in protesta contro la composizione della giunta, insieme a Margherita Welyam, oggi capogruppo Pd, che anche questa volta ha espresso perplessità ma ha scelto di non votare, abbandonando l’aula.

Falconi ha assicurato che “saranno fatte le giuste valutazioni nelle sedi opportune”. Biondo, dal canto suo, rivendica la scelta: “Io ho votato, mettendoci la faccia, non sono andato dal notaio. Le battaglie le faccio sempre nel solco democratico. E resto, sempre, nel Pd”.

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