Nomadi, Santori: ‘Dopo lo sblocco della Cassazione il piano riparta’

Ma Gemma Azzuni (consigliera del Sel) giudica il piano un fallimento
di R. V. - 6 Giugno 2012

“Il piano nomadi non può più aspettare. –  Dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale – Dopo lo sblocco da parte della Cassazione che aveva annullato i poteri del Prefetto di Roma sul piano nomadi e in virtù delle ingenti cifre spese per raggiungere solo una parte degli obiettivi prefissati sul tema, ora è il momento di superare questa emergenza e far ripartire il piano senza perdere altro tempo. Lo chiedono a gran voce i comitati di quartiere e i cittadini tutti."

"Come Commissione sicurezza  – continua Santori – abbiamo inviato un nota alla Vice sindaco, Sveva Belviso, responsabile del Piano Nomadi, con i dettagli degli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere, ma a quasi un mese da quando il Prefetto ha potuto iniziare nuovamente ad operare nulla è cambiato e si registrano gli stessi problemi sul territorio, dal costante rovistaggio alla presenza di numerosi insediamenti abusivi, oltre a quelli tollerati come Tor dè Cenci, Baiardo, Monachina, Schiavonetti e Foro Italico, fino ad arrivare alle endemiche problematiche all’interno degli storici insediamenti autorizzati. Nonostante gli importanti risultati raggiunti il piano ha di sicuro bisogno di un nuovo e definitivo slancio, poiché i cittadini sono sempre alla mercé di delinquenti che vivono nel degrado spargendo rifiuti ovunque, compresi quelli speciali ed ingombranti, accendendo fuochi che sprigionano fumi mefitici e pericolosi per la salute. E’ necessario espellere subito chi delinque, ribadendo il concetto che le nostre porte sono aperte, ma solo per chi rispetta le regole”.

"Continuiamo a parlare di favole, ad oggi il Piano Nomadi è un fallimento", ha dichiarato in una nota la consigliera di Roma Capitale Gemma Azzuni (Sel) soffermandosi in particolare sul campo Tor de’ Cenci.

"Al Campo di Tor de’ Cenci – specifica la consigliera – le oltre 300 persone vivono, ormai da due anni, con la continua avvisaglia di essere sgomberati da un giorno all’altro per la promessa fatta dal Vice Sindaco con le migliaia di lettere inviate ai cittadini delle zone circostanti, il cui costo di spedizione non si sa a chi addebitarli. Sono tre gruppi: uno macedone e due bosniaci, alloggiati in moduli abitativi con acqua ed elettricità, dove il Comune di Roma ha investito molto denaro per agibile il campo.
Prima di creare falsi allarmi nel primo villaggio attrezzato e inaugurato i primi mesi del 2006, e creare false promesse ai cittadini romani, bisognerebbe capire a che punto stanno i lavori del nuovo campo ‘La Barbuta’, comprendere la capienza della struttura e predisporre l’accoglienza delle centinaia di persone che si trovano in insediamenti spontanei e non attrezzati. I residenti del campo di Tor de’ Cenci non vogliono essere spostati e lo hanno detto in numerosi incontri istituzionali e non."

"Speriamo – conclude la Azzuni – che dopo la sentenza del TAR n. 1197/2012, che riconosce al Sindaco del comune di Ciampino la legittima richiesta degli atti su ‘La Barbuta’ al Commissario del Piano Nomadi, ci sia maggiore trasparenza sugli interventi previsti dal Piano e sui fondi ad esso destinati. L’inclusione parte da una seria programmazione degli spostamenti dei gruppi nomadi, dialogando con i loro rappresentanti di riferimento e accordando con loro modalità e tempistica."
 


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