Notte di Note, scaldata da Vivaldi, Wagner e Borodin

Il Concerto classico si è tenuto il 10 novembre 2007 nella Chiesa Evangelica Luterana di via Toscana 7, a Roma
di Maurizio Martinelli - 17 Novembre 2007

Chi poteva immaginare tanta gente in attesa di entrare al Concerto classico che si è tenuto sabato 10 novembre nella Chiesa Evangelica Luterana di Via Toscana 7, Roma. Sarebbe stata uguale l’affluenza del pubblico se per il concerto fosse stata scelta una sala pubblica o un teatro? Viene da rispondere di no, perché è stato eseguito un repertorio che reclama di essere ascoltato nelle chiese.

Il concerto, organizzato dall’Associazione Res Musica e diretto dal M° Fabrizio Santi, si è aperto con un brano oratoriale, il responsorio “Domine ad adjuvandum me festina” eseguito dal soprano Irene Rinaldi, per doppio coro (Istok e Res Musica) e doppia orchestra, riconosciuto da molti come tra i migliori lavori corali di A. Vivaldi. Il brano è iniziato con un’invocazione per doppio coro dal carattere agile e brillante, per il quale lo stesso Vivaldi esige la tecnica antifonale fra i due cori in maniera più fantasiosa che in altre sue composizioni. Nel “Sicut” finale i due cori si sono uniti in una struttura robusta, dalla vocalità curata, e l’intera composizione è apparsa connotata dalla concisione e dalla bellezza della melodia, dall’arte del canto e della strumentazione.

Alla formazione si è aggiunta il Coro Polifonico Concentus Vocalis, che ha eseguito due brani tratti dal celeberrimo “GIoria” in Re Maggiore di A. Vivaldi. Sono poi seguiti alcune arie operistiche di R. Wagner: l’aria di Wolfram dal “Tannliauser”, struggente e sconsolata; l’aria del Coro dei Giovani e dei Cavalieri tratto dal “Parsifal” che ci ha regalato una melodiosità piena di pace, procedendo in una espressione diluita e sfumata; l’aria e coro finale tratto da “I Maestri Cantori di Norimberga”, che si è aperta con il baritono Kim Jung Il, per poi dispiegare un robusto impasto corale, una brillante trama contrappuntistica, capace di esprimere un’atmosfera spirituale e sentimentale.

ll concerto si è concluso con le Danze Polovetsiane, tratte dal “Principe Igor” di A. Borodin, offrendo l’occasione di ascoltare una musica piena di colore, ritmicamente vivace e melodiosa. Particolarmente originale è stata la mescolanza di suadente dolcezza delle voci femminili, combinata alla selvaggia violenza delle voci maschili, regalando al pubblico un effetto globale poetico e seduttivo allo stesso tempo.

Per avere informazioni su concerti e musica corale nel territorio della Regione Lazio leggete il Bollettino “Lazio in coro” nel sito dell’A.R.C.L. www.arcl.it .

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