Occupazione nel quartiere Colle Aurelio

Santori e Giudici: "contro occupazioni censimenti a tappeto e sgomberi"
Enzo Luciani - 18 Giugno 2012

"Una famiglia di Colle Aurelio, regolare assegnataria di una casa popolare, questa mattina 18 giugno è stata costretta a prendere i propri oggetti personali e a traslocare perché la propria abitazione è stata occupata da alcuni nomadi, tra cui una donna incinta. L’amministrazione capitolina non può e non deve più tollerare le occupazioni di alloggi di proprietà e far passare il messaggio che chi è più furbo e più prepotente ha la meglio. Non è ammissibile temporeggiare e dare spazio alle lungaggini su un tema così delicato come quello del diritto alla casa” – lo rendono noto Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale e Marco Giudici, consigliere del Pdl del Municipio XVI, che denunciano l’ennesima occupazione illecita di un alloggio in Via Giorgio Bo’ 5, nel quartiere Colle Aurelio.

“Sono mesi che denunciamo lassismo e inefficienza da parte degli uffici competenti, in particolare l’ufficio politiche abitative che non si affretta né sul tema delle assegnazioni degli alloggi vuoti, né su quello delle determinazioni di accesso e sgombero di quelli occupati, aspetto che incancrenisce l’illegalità tarpando le ali al lavoro delle forze dell’ordine, che più di sanzionare e denunciare non possono nulla se non vengono emessi gli atti necessari. Sono mesi che i residenti, sotto scacco dei nomadi, hanno il terrore di lasciare le proprie abitazioni anche solo per andare a fare la spesa, dovendo stare reclusi dentro casa per timore di perderla. E’ inaccettabile tutto questo abbandono. E’ arrivata l’ora di avviare un censimento degli immobili assegnati e di quelli ancora da assegnare, per non lasciare spazio ai basisti che pensano di poter governare a loro piacimento il sistema delle assegnazioni degli immobili, verificando al contempo che gli assegnatari occupino realmente le case, altrimenti ne debbono perdere il diritto ed essere esclusi per sempre dalle graduatorie” – concludono Santori e Giudici.


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