Operazione dignità: dall’Africa all’America Latina, una giornata dedicata alle donne

Domenica 8 marzo, dalle 12, presso RistòrArt in via dei Cluniacensi 9
comunicato stampa - 2 Marzo 2009

Video, dibattiti, letture di brani e pranzo solidale in onore dell’impegno delle donne nelle società contemporanee. L’associazione COOPI -Cooperazione Internazionale- organizza domenica 8 marzo 2009 una giornata di incontro sul ruolo fondamentale delle donne nel processo di sviluppo di ogni Paese, presso il RistòrArt di Roma.

L’incontro si aprirà alle ore 12:00 con la proiezione del video di COOPI ‘Restituiamo dignità alle donne in Mozambico’, che evidenzia le drammatiche conseguenze sociali delle donne emarginate affette da fistole (lesione dei tessuti materni con conseguente comunicazione permanente fra la vescica e/o il retto e la vagina, dovuta principalmente alla giovane età della partoriente). A causa delle fistole le donne vengono allontanate da mariti e famiglie non solo per l’odore nauseabondo ma anche perché considerate ‘inutili’ in quanto impossibilitate a procreare. L’obiettivo di COOPI si inserisce in un ampio Progetto sanitario nel distretto di Sofala a sostegno della Direzione Provinciale di Sanità, mirante a garantire l’intervento chirurgico per curare il problema delle fistole al maggior numero di donne possibili; la riorganizzazione dei servizi di chirurgia e dei servizi di base degli ospedali distrettuali; una capillare opera di sensibilizzazione alle donne stesse e alle comunità dei villaggi al fine di far cambiare atteggiamento nei confronti della sofferenza di tali donne e per assicurare la formazione del personale medico e paramedico locale.

Alle 13:00 un Pranzo solidale. Parte del ricavato del pranzo sarà devoluto al finanziamento del progetto ‘Aids, la prevenzione viaggia per radio’, che si inserisce nel suddetto progetto sanitario. Oltre al degrado delle strutture sanitarie, infatti, un grave problema del Mozambico è quello della mancanza di personale medico, dovuto al basso livello di educazione scolare ma anche all’incidenza dell’HIV/Aids che causa molte morti ogni anno: il 16,2 % della popolazione tra i 15 e i 49 anni è sieropositivo e il 70% sono donne. A causa del virus già 300mila bambini sono rimasti orfani.
Per far fronte a tale situazione COOPI ha deciso di aprire una radio nella provincia di Sofala per diffondere informazioni sulla trasmissione del virus, per creare un dibattito sul tema, per sfatare molte pericolose credenze popolari e per promuovere la libertà di espressione delle donne. La radio fornirà inoltre informazioni sulla salute materno-infantile per abbassare il tasso di mortalità con lo slogan ‘nel dubbio vai in ospedale’. La radio trasmetterà in portoghese e nelle principali lingue locali per raggiungere il più alto numero di abitanti. L’obiettivo è di estendere l’esperienza ad altre province per creare una rete di informazione sempre più ampia.

L’appuntamento continuerà alle ore 14:30 con uno sguardo all’altro sud del mondo attraverso l’intervento di Christiana de Caldas Brito (www.miscia.com/christiana), psicoterapeuta e scrittrice migrante italo-brasiliana, che leggerà brani tratti dal suo ultimo romanzo ‘500 temporali’ (Collana Kumacreola, scritture migranti, curata da Armando Gnisci Cosmo Iannone Editore, Isernia, 2006): ambientato a Rio de Janeiro, a cinquecento anni dalla scoperta del Brasile, il romanzo indaga le problematiche del Brasile contemporaneo narrato attraverso le vicende di una donna benestante che, per puro caso, in una cornice di pioggia e acquazzoni, incide sul destino di vita di alcuni personaggi. Un affresco della vita quotidiana nella favela carioca del Silvestre.

La giornata proseguirà ritornando al continente africano con la proiezione prevista per le ore 16:00 del video documento COOPI ‘We San Komot, I diritti delle donne in Sierra Leone’ di Andrea Ruffini, con alcune testimonianze delle donne vittime di violenze, beneficiarie nel recente passato dei progetti di sostegno dell’ Associazione. Dal 1991 al 2002 la Sierra Leone è stata teatro di una delle più cruenti guerre del continente africano, scatenata per il controllo dei giacimenti di cui è ricco. E’ stata la guerra di migliaia di bambini soldato e delle migliaia di donne ridotte in schiavitù, violentate e rese madri persino in tenera età, nel peggiore dei casi costrette a loro volta a commettere violenze e a uccidere sotto l’effetto di droghe. Dopo anni dalla fine del conflitto la violenza sessuale continua tra le mura domestiche, infatti, all’interno del matrimonio lo stupro della moglie non è reato.
Oggi COOPI è presente nei pressi di Koidu, nel distretto di Kono (la zona più ricca di diamanti di tutta la Sierra Leone, dove i ribelli vi avevano installato il loro quartier generale) in cui gestisce un centro per l’assistenza e l’integrazione delle ragazze madri, vittime di violenze e stupri durante la guerra civile, e anche dopo. Quasi tutte, in condizioni di estrema difficoltà, costrette a crescere i loro figli in solitudine. Si stanno inoltre realizzando programmi di supporto in 32 comunità, con lo scopo di garantire assistenza sanitaria, istruzione scolastica e formazione, avviamento di attività produttive, artigianali e agricole.

Info: Ristòrart via Cluniacensi 9/11, tel.3484741876; donatella_76@hotmail.com, lazio@coopi.it


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti