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Osservazioni diagnostiche sull’Autoritratto di Leonardo

Maria Cristina Misiti: l’Autoritratto di Leonardo è gravemente malato

 

“L’Autoritratto di Leonardo è gravemente malato” è quanto dichiara Maria Cristina Misiti, direttore dell’Istituto Centrale del Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, nella conferenza stampa del 20 marzo a conclusione delle analisi svolte sull’opera. Da queste analisi risulta che il lavoro eseguito da Leonardo con la sanguigna presenta diffuse macchie di foxing, caratteristiche macchie di ruggine conseguenza di ossidazioni chimico-biologiche con caratteristiche pigmentazioni bruno-rossastre o bruno–giallastre che nel tempo provocano la corrosione delle fibre di cellulosa e un conseguente indebolimento del supporto. Dalla spettrometria da fluorescenza X sono invece stati riscontrati particolari segni di colature e le analisi biologiche hanno evidenziato la presenza di spore di muffe probabilmente antiche e di deiezioni di insetti da asportare in un prossimo intervento.

“E’ emerso come primo risultato la necessità di sottoporre il disegno ad un’operazione di pulitura e ad un eventuale intervento chimico di riduzione – ha precisato il direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario – Questo procedimento consentirebbe di agire su due fronti diversi: da una parte arrestare il processo degenerativo, dall’altra rendere meno debole il supporto cartaceo che conserva il ritratto di Leonardo”.

Le indagini dell’Istituto Centrale del restauro hanno inoltre fornito nuove informazioni sull’opera. È presente sulla superficie del capolavoro un “rinforzo” dato da una spennellata su entrambi i lati con un composto di colla d’amido. Secondo il microscopio è possibile datare la carta sulla quale è ritratta l’effige del Maestro tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 e la carta dell’opera non è di prima qualità, cosa anomala per il Maestro, perché costituita da fibre semplici come canapa e lino e da alcuni frammenti di lana colorata. Su tutto il perimetro del foglio sono presenti anche tracce di adesivo che si ritiene sia stato usato dal Volpato, come conservatore dei disegni, per fissarlo al passepartout nelle cornici di oro zecchino.

Le decisioni ultime sul da farsi sull’Autoritratto di Leonardo spetteranno ora ad una Comunità Scientifica internazionale composta da scienziati, restauratori, storici dell’arte e conservatori delle più importanti raccolte grafiche del mondo, il 25 e il 26 giugno prossimi. Al momento il prezioso Autoritratto rientrerà nella Biblioteca Reale di Torino.

 

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