Parere favorevole al Piano sanitario regionale del Lazio

Il 15 ottobre il Consiglio Regionale darà la definitiva approvazione del Piano Sanitario
di Patrizia Miracco - 14 Ottobre 2009

Parere favorevole, martedì 13 ottobre 2009, dalla Commissione Sanità del Lazio al Piano Sanitario regionale 2009-2011, nonostante l’assenza dell’opposizione che ha deciso di dimettersi in blocco dalla Commissione.

Il piano sanitario sarà ora discusso dal Consiglio Regionale con il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo giovedì 15 ottobre per avere la definitiva approvazione. Questo passaggio segnerà l’inizio di un progetto complessivo che ridisegnerà il sistema sanitario e sociale del territorio.

Desiderio di questo Piano Sanitario è risolvere l’esigenza di un’evoluzione dei servizi sanitari, sia per quanto riguarda l’organizzazione della domanda e il controllo dell’offerta, sia per indirizzare i servizi verso l’integrazione e la multidisciplinarietà e sia per far fronte al disavanzo economico della spesa sanitaria ed offrire efficienti modelli organizzativi.

“Abbiamo presentato – dichiara Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro e Politiche Sociali e componente della Commissione Sanità della Regione Lazio – le nostre indicazioni che sono state accolte e inserite: dalla medicina per la povertà, al tema del materno infantile, alla medicina carceraria, alle questioni più generali relative al bilancio sanitario. E’ necessario fare qualche passo in avanti, come sul tema degli accreditamenti, sull’articolazione del passaggio dall’ospedale al territorio con la creazione di una rete di strutture efficienti, e in ultimo sulla soluzione del problema delle autorizzazioni in ambito odontoiatrico”.

“Sono convinto – conclude Mariani – che stia arrivando a conclusione un lavoro importante, che se ulteriormente migliorato, darà finalmente al Lazio un Piano Sanitario al passo con le esigenze del territorio. Un passo in avanti notevole se pensiamo all’insediamento di questa maggioranza: al nostro arrivo non abbiamo trovato neanche i bilanci, senza i quali era impossibile avere una programmazione economica”.


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