Passo avanti per il Print di Pietralata: primo passaggio in Giunta

Ora servono il parere del Municipio e il voto dell'Assemblea capitolina. Le perplessità delle realtà civiche di zona
di Giovanni Verardi - 6 Agosto 2011

Il Print di Pietralata è stato approvato dalla Giunta del Campidoglio ed è stato pertanto avviato, dopo quattro anni di attesa, l´iter procedurale che dovrebbe portare a breve alla realizzazione dei primi interventi. Tra questi, spiccano la riqualificazione di via di Pietralata, la costruzione di un’ampia piazza centrale con un mercato e un teatro, l’adeguamento di via Mesula e via Casale Rocchi, la realizzazione di aree verdi e spazi attrezzati a Vigna Mangani, in via di Casale Rocchi, sull’argine dell’Aniene e all’interno del Parco dell’Acqua Vergine, e la costruzione dell’asilo nido di via Mesula. La Giunta Alemanno fa sapere, inoltre, che gli interventi si collegheranno anche alla realizzazione del nuovo quartiere di housing sociale, a ridosso dell’Ospedale Pertini, la cui approvazione, tuttavia, ha suscitato le proteste delle realtà civiche della zona a causa dei pochi spazi verdi e di aggregazione previsti.

Questo strumento urbanistico, attuato per la prima volta nella storia di Roma, consentirà di riqualificare un territorio attraverso contributi sia pubblici che privati, in particolare quelle zone che hanno subito uno sviluppo disomogeneo e abusivo e che necessitano pertanto di interventi che consentano il miglioramento della qualità del territorio.
Il Print di Pietralata, presentato il 14 luglio dagli assessori capitolini ai Lavori pubblici e all’Urbanistica Fabrizio Ghera e Marco Corsini, prevede in particolare l’attuazione di opere pubbliche in uno spazio di 98.000 mq e per un costo complessivo di 57 milioni di euro, somma che deriva dagli oneri di 36 interventi di edilizia privata proposti dai proprietari delle aree che hanno aderito al programma. Gli interventi privati, per lo più, dovrebbero riguardare la demolizione o ristrutturazione di edifici degradati, mentre quelli pubblici verranno realizzati dal Comune di Roma, al quale gli stessi privati hanno ceduto circa 18 ettari di superficie, che verranno utilizzati per attuare opere di viabilità, parchi, piazze e servizi pubblici. Secondo l´assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera, “L’approvazione del Print di Pietralata è importante perché, come primo intervento, consentirà di realizzare l’ adeguamento di Via di Pietralata e, complessivamente, di riqualificare tutto il quartiere”.

L´iter procedurale, in realtá, non é stato concluso con il passaggio in Giunta e il progetto ha suscitato qualche perplessità per la possibilità che si traduca in una massiccia opera di cementificazione del quartiere. Com’è stato sottolineato dall’Associazione civica di zona “Pietralaltra”, infatti, “quella che viene definita impropriamente delibera, e quindi un pronunciamento ufficiale che impegna l’amministrazione alla realizzazione del programma, in realtà è una decisione presa dalla Giunta capitolina, che diventerà una proposta da sottoporre all’Assemblea capitolina per l’approvazione vera e propria”. Oltre a tale passaggio è necessario, poi, il parere favorevole del V Municipio.

A questo proposito, il Presidente Ivano Caradonna, a margine della conferenza stampa di presentazione del piano, ha avuto occasione di sottolineare che garantirà “un parere negli interessi degli abitanti e degli operatori coinvolti nel Programma Integrato. Per raccogliere le loro osservazioni, prima che il Municipio esprima il parere sulla delibera – ha affermato il Presidente – nei prossimi giorni mi farò promotore di un incontro con i cittadini”.

Sempre secondo “Pietralaltra”, inoltre, “Tutto il progetto si basa sulla possibilità di piazzare sul mercato un imponente stock edilizio, calcolato in circa un migliaio di nuovi appartamenti. Uno dei lasciti della crisi economica che stiamo vivendo è l’invenduto immobiliare. A Roma – si aggiunge – si valuta che 40 mila immobili, frutto della frenesia edilizia degli ultimi anni, siano rimasti senza acquirenti. Il problema si concentra soprattutto nelle periferie, dove sono stati costruiti migliaia di palazzi che nessuno ha intenzione di abitare”. Si interroga infine l´Associazione civica: “Se i privati che intendono costruire nuova edilizia residenziale non avranno ragionevoli certezze di vendere in tempi brevi gli appartamenti, saranno in grado di sostenere gli oneri per finanziare le opere pubbliche? Tutto il meccanismo si basa sulla possibilità di vendere, ma in una situazione di crisi economica sempre più devastante, dove si troveranno così tanti acquirenti per le nuove case di Pietralata?”

I timori e le perplessità dei cittadini, in effetti, non sembrano così infondate e remote. La speranza, ovviamente, è che siano fugati dai fatti.


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