Pietralata, ovvero le nuove speranze delle periferie di Roma

Rinnovato interesse del Campidoglio, progetti concreti e soldi privati. Sembra avviarsi la rinascita del quartiere con il campus della Sapienza, il Print e la nuova Stazione Tiburtina
di Giovanni Verardi - 6 Agosto 2011

Un quartiere, considerato periferia, ma in realtà a due passi dal centro di Roma, potrebbe cambiare volto in pochi anni. Si tratta di Pietralata. Questa parte di Roma, considerata da molti un limite da non varcare, potrebbe subire una profonda trasformazione ad opera dei molti progetti che gravitano intorno ad essa, tra i quali il campus universitario, il Print, la Nuova Circonvallazione Interna, la nuova Stazione Tiburtina e l´area sportiva con un palazzetto dello sport che si unirebbe alla già realizzata piscina olimpionica dei Mondiali di nuoto.

Strano destino, quello di Pietralata. Quartiere ingessato da piú di dieci lustri da progetti mai realizzati, questa zona est di Roma è stata sempre snobbata dai quartieri “bene” della Capitale…con i quali tuttavia confina! Proprio così: Pietralata confina con i noti quartieri Nomentano, Trieste-Salario e Montesacro, ma fino ad oggi tanta vicinanza non ha significato altrettanta fortuna. Chi percorre le strade di questo territorio si rende immediatamente conto di ciò: strade buie e senza marciapiede, terreni abbandonati, baracche e casali di pasoliniana memoria, agglomerati urbani improvvisi, tratti di campagna vera e propria. Ogni angolo di Pietralata è la testimonianza di uno sviluppo urbanistico schizofrenico e casuale, risultato di anni di immobilismo istituzionale. Il quartiere, nel 1962, era stato scelto come luogo in cui costruire i ministeri dello Stato, come il territorio ideale per decongestionare la città Eterna creando la città del Futuro, secondo un paradigma chiamato Sistema Direzionale Orientale. Il Piano Regolatore di quegli anni aveva dichiarato il proprio incondizionato amore per questo angolo di Roma.

I sentimenti e le promesse divennero presto illusioni e rancori. Il progetto SDO fu accantonato per trent´anni, salvo poi essere rispolverato dalle Giunte di Rutelli che negli anni ´90 lo ridimensionarono e resero più colorato, almeno sulla carta piú verde. Passarono gli anni ´90 e anche il primo decennio del 2000. I cittadini del quartiere sognavano a bocca aperta davanti alle prose accattivanti del Sindaco Veltroni, davanti a nuove e ancora più intense dichiarazioni d´amore. Certezze verbali sgretolate dalla vita quotidiana. Il centro di Roma diventava un museo all’aperto e lo specchio per le allodole (i turisti), Pietralata continuava a rimanere buia, degradata e dimenticata: vicina al centro ma marginale. Le nuove promesse, tuttavia, qualche risultato l´hanno prodotto, perché in quegli anni sono state costruite le basi, stavolta più ragionevoli, per attuare i progetti che ora stanno per essere realizzati. Negli anni di Rutelli sono state progettate la nuova Stazione Tiburtina e la nuova Circonvallazione Interna (la Tangenziale est), negli anni di Veltroni è stato trasformato lo SDO in un progetto più idoneo e funzionale, che prevedeva un Campus universitario con ampi spazi per lo sport, e introdotto per la prima volta nella storia di Roma un progetto di finanziamento pubblico e privato allo stesso tempo, il Print.

Buone, dunque, furono le premesse. Non altrettanto, invece, il loro svolgimento. Si fissavano date per la fine dei lavori…che non venivano tuttavia neppure iniziati. La Giunta Alemanno, in questo senso, non ha inventato nulla. I progetti della Stazione Tiburtina, della Tangenziale est, del campus universitario sono stati tutti pensati dalle amministrazioni precedenti, ma ora stanno per essere realizzate. Non senza polemiche, su tutte quelle legate agli interventi attuati d´urgenza ma mai del tutto completati (come quelli relativi al quadrante del Polo natatorio) e agli incrementi arbitrari del cemento a scapito del verde e degli spazi di aggregazione, decisi spesso con varianti al Piano Regolatore e senza un vero e proprio dialogo con le realtà civiche, come nel caso dell´housing sociale. Progetti, insomma, portati avanti ma secondo le convenienze del momento.

Insomma, sono tanti i tratti distintivi della politica del Bel Paese. In cima alla lista, tuttavia, ci sono come sempre la dimensione temporale tutta “relativa”, che permette di far coincidere un anno “verbale” (che viene promesso) con venti anni “fattuali” (che bisogna aspettare), e le due capacità, ineguagliabili, di “promettere senza mantenere” e di “realizzare secondo la bisogna”. In mezzo a queste virtù, ogni giorno, sgomitano i cittadini e sopravvivono le loro speranze. Soprattutto in periferia, soprattutto a Pietralata.


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