Presentato il progetto dello stadio ‘Franco Sensi’

Sull’Aurelia l’imponente progetto dell'impianto per la squadra giallorossa. Tra la felicità dei tifosi della Roma si alza anche il coro dei no
di Mauro Carbonaro - 1 Ottobre 2009

A 500 metri dal raccordo anulare, più di cinquantacinquemila posti a sedere, due anelli d’altezza, con una distanza massima dal campo di 66 metri (contro i 98 dello stadio Olimpico) ed una minima di soli 9. Tutto condito da As Roma store giusto all’esterno dello stadio, museo, bar, negozi e quant’altro. Un progetto imponente, avveniristico, quello che martedi 29 settembre a Trigoria la presidentessa Rosella Sensi ha presentato al pubblico ed ai giornalisti.

“Sono commossa, questo era il sogno di mio padre”, ha commentato la Sensi, ricordando come il progetto di uno stadio solamente dedicato al calcio fosse già in cantiere dalla presidenza di Dino Viola.

Il nuovo stadio “Franco Sensi” sarà ubicato sull’Aurelia, a poche centinaia di metri dal Raccordo Anulare, nella zona della Massimina con ben 130 ettari di terreno messi a disposizione dell’As Roma dal gruppo Scarpellini, proprietario dei terreni. Obiettivo cardine è la sicurezza dello stadio, per riavvicinare le famiglie al “rito della domenica”. Uno stadio attivo 7 giorni su 7, senza barriere architettoniche e con la novità assoluta della totale assenza di sbarramenti tra settori confinanti, tra tribune e campo di gioco.

Un momento importante per il calcio nella capitale, con una soddisfazione politicamente trasversale, come dimostra la conferenza stampa di Trigoria, presieduta dal sindaco Gianni Alemanno e dal presidente della regione Piero Marrazzo.

“Dal nostro punto di vista il giudizio è positivo – ha commentato proprio il sindaco Alemanno, – in quanto la Roma ha diritto ad avere uno stadio di proprietà ed è opportuno che lo abbia”. Dello stesso avviso il presidente Marrazzo che ha sottolineato l’importanza di valutare il progetto secondo il criterio “della trasparenza e della partecipazione, alla luce del sole. Sensi ha rotto gli indugi, adesso bisogna fare le valutazioni e vigilare perché non ci sia alcuna speculazione soprattutto sul patrimonio immobiliare che potrebbe essere realizzato nelle pertinenze dello stadio”.

Non unanime il coro dei favorevoli al progetto. Prima di tutto i dubbi sui costi: la società giallorossa non ha ancora dato risposta alla domanda sul costo totale dell’operazione che, dalle prime voci, sembrerebbe esclusivamente a carico di costruttori privati.

Legittimi dubbi sono stati sollevati però riguardo i tempi della realizzazione e sulla reale possibilità di edificazione del terreno. Dopo aver superato il lungo iter burocratico (studio dell’area da parte della sovrintendenza, valutazioni di impatto ambientale e così via) le stime parlano di tempi attorno ai 24-26 mesi per la costruzione dalla data di inizio lavori.
Il coro dei no, guidato da Lega Ambiente e dal WWF, si è già fatto forte, manifestando le proprie perplessità sulle conseguenze che un colosso di questo calibro possa portare all’ambiente, ma soprattutto vista la “non edificabilità” dell’area, secondo il Piano Regolatore da pochi mesi approvato.

Con queste premesse appare arduo pensar di poter arrivare ad esaudire il sogno di Francesco Totti: "Spero di riuscire a scendere in campo nel nuovo stadio. Devono costruirlo velocemente…".

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