

Il 79% effettua controlli almeno una volta l’anno. Più attente le donne. Un uomo su due non è mai andato dall’andrologo
“Prevenire è meglio che curare”. Per i romani sembra proprio di sì, almeno da quanto emerge dall’ultima ricerca(1) commissionata dall’Osservatorio Sanità(2) di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria. Infatti il 79% dei romani con più di 30 anni, indipendentemente che ad esprimersi siano uomini o donne, si occupa di questioni legate alla propria salute con continuità, facendo controlli almeno una volta l’anno.
Si tratta di più di tre adulti su quattro che periodicamente si sottopongono a visite ed esami di prevenzione.
Un dato ancor più lusinghiero se si pensa che, a livello nazionale, solo il 49% attua questo comportamento virtuoso.
In particolare grandissima attenzione tra gli over 55: l’intero campione ha infatti dichiarato di effettuare controlli regolarmente.
Non sorprende invece che questa percentuale scenda al 32% nella fascia 30-35 anni, quando si è nel pieno delle proprie forze ed è quindi percepita come minore la necessità di fare visite preventive. Un dato in linea con quanto riscontrato a livello nazionale.
Tutto bene dunque? Non proprio. L’Osservatorio UniSalute ha infatti indagato quali, tra le molte possibili visite ed esami a cui ci si può sottoporre per un controllo, i romani – coscientemente o meno – sembrano trascurare. Ne emerge un quadro meno roseo.
Preoccupa scoprire come più di della metà degli uomini (51%) non abbia mai effettuato una visita andrologica o urologica. Dati che confermano l’allarme lanciato alcuni anni fa dagli specialisti alla notizia dell’abolizione della leva obbligatoria. Per molti ragazzi infatti, quella del reclutamento militare era l’unica occasione per un controllo andrologico.
E le romane? L’80% del campione complessivo dichiara che sono loro, molto più degli uomini, ad essere attente alle questioni legate alla prevenzione e alla salute. La dimostrazione arriva dal dato relativo ad un esame molto importante per le donne: la mammografia. Solo il 13% delle romane dichiara di non averla mai effettuata, un dato confortante se si pensa che a livello nazionale si arriva a toccare il 27%.
Quasi nove romani su dieci però (86%), che siano uomini o donne, dichiara di non essersi mai sottoposto ad esami angiologici, per scoprire lo stato di salute dei propri vasi sanguigni (a cui si ricollegano patologie quali aneurisma, aterosclerosi e trombosi), percentuale che sale al 100% tra gli intervistati che hanno superato i 55 anni.
Una nota positiva arriva dai controlli in ambito cardiologico: il 92% degli over 30 effettua periodicamente visite ed esami legati allo stato di salute del proprio cuore (dalla misurazione della pressione all’elettrocardiogramma). Sicuramente un dato confortante, considerato che le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nell’Unione Europea: il 48% dei decessi sono infatti provocati da ictus o malattie coronariche (3).
Il corpo umano è una macchina straordinaria ma al tempo stesso complessa e delicata. Solo un‘attività di controllo consapevole e costante può permettergli di funzionare al meglio. La ricerca UniSalute dimostra come tra i romani esista una buona cultura della prevenzione che, assieme ad uno stile di vita sano, è elemento imprescindibile per vivere bene, ma che vi siano ancora diverse zone d’ombra su cui lavorare.
(1) Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2012 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.
(2) L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo dell’welfare sanitario in azienda.
(3) Rapporto “Statistiche delle malattie cardiovascolari in Europa 2008” pubblicato dallo European Heart Network.
UniSalute, fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione salute attraverso un modello innovativo e differente: al tempo stesso potente centrale di acquisto e controllore specializzato della qualità delle prestazioni sanitarie per tutti i propri assicurati.
Sintesi tra competenze assicurative e cliniche – anche alcune decine di medici specialisti tra i suoi dipendenti – UniSalute opera attraverso una rete di oltre 7.000 convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
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