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Profumi, aromi e dolci sapori siciliani all’Alessandrino

Dal 1965 presso l’Antica Sicilia dei signori Redi
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 9 Ottobre 2012

Un’intervista a più voci (protagonisti rappresentanti di tre generazioni di pasticceri siciliani) quella presso l’Antica Sicilia in viale Alessandrino 169-171, svoltasi nel pieno dell’inarrestabile attività lavorativa, i cui tempi e ritmi sono scanditi dalla laboriosità della signora Redi (madre) protagonista della fondazione dell’attività con suo marito Rosario; una signora minuta e arzilla, con la risposta sempre pronta.

E alla quale chiediamo di raccontarci in breve la storia dell’Antica Sicilia.

Arrivai in questo quartiere con mio marito Rosario nel lontano 1965 per visitare questo locale che, all’inizio, come pure il quartiere non mi piacque un granché. Infatti più che di un quartiere aveva l’aspetto di una borgata sprovvista di quasi tutti i servizi. Però dovetti farmeli piacere, anche perché l’alternativa (da non prendere assolutamente in considerazione) sarebbe stata quella di essere costretti a tornare in Sicilia.

E poi (lo chiediamo al figlio Carmelo) come si sono evolute le cose?

Mio padre insediandosi all’Alessandrino con la sua pasticceria artigianale aveva chiaro in mente l’obiettivo di portare la tradizione siciliana in un luogo dove questi prodotti non erano conosciuti, certo che, con il passare del tempo sarebbero stati graditi ai clienti fino a diventare di largo consumo.

Il segreto del successo?

Ancora oggi alcuni dolci della tradizione siciliana vengono fatti solo da noi, utilizzando le ricette originali che mio padre conserva segretamente in un suo libricino con tutte le informazioni e le “dritte” che ha imparato da bambino negli antichi laboratori dei pasticceri della sua antica terra.

Da qui supponiamo, il nome della ditta?

Adotta Abitare A

Esattamente. Proprio da qui nasce il nome ‘Antica Sicilia’ ideato da me per sostituire il più convenzionale ‘Gelateria e Pasticceria Rosario’. Questa denominazione infatti racchiude la nostra vera essenza ovvero quella di mantenere vive le tradizioni della nobile pasticceria siciliana.

Come è avvenuto il trapasso generazionale tra padre e figlio, tra Rosario e Carmelo Redi?

Il nostro è un mestiere tramandato da padre in figlio, naturalmente. Purtroppo mio padre, da poco tempo, ha dovuto abbandonare a malincuore il lavoro a causa di un infarto, ma c’è ancora mia madre sempre ben attiva e presente per dare una mano a me e mio figlio entrato a far parte anche lui di questo storico laboratorio.

Quindi siamo alla terza generazione? Com’è la convivenza tra vecchie e nuova generazione?

Sostanzialmente bene anche se non posso negare un piccolo contrasto (in realtà una diversità di opinioni) con la mamma, ma solo perché lei ha un concetto di lavoro all’antica in cui ci si buttava anima e corpo nell’attività, senza soluzione di continuità. Mentre io, che pure sono cresciuto qui dentro con i ritmi all’antica, capisco al tempo stesso l’esigenza della mia famiglia di voler godere alcuni momenti importanti con me, al di fuori dello stretto ambito lavorativo.

E Redi junior (ci rivolgiamo al figlio di Carmelo) come la pensa al riguardo?

Devo dire che mio padre Carmelo è stato un grande maestro insegnandomi l’arte del pasticcere molto bene. Anche se per un ragazzo è un mestiere duro che richiede molto sacrificio e poco tempo da dedicare allo svago e al divertimento. Ma quando c’è una grande passione si trova il modo di andare avanti e di conciliare aspetti che a tutta prima sembrano inconciliabili..

Qual è la qualità che fa dell’Antica Sicilia un’attrazione irrinunciabile?

La nostra eccellenza risiede nel conservare il gusto artigianale del prodotto usando ingredienti genuini ed originali. A differenza di tante pasticcerie noi realizziamo anche la più piccola cosa con le nostre mani senza acquistare nulla di preconfezionato. Il nostro prodotto ha un sapore inconfondibile, ben conosciuto ai nostri clienti.Addirittura ci capita di fare dei pacchi anonimi per persone che devono inviare dei prodotti siciliani da tutte le parti d’Italia e che vogliono far credere di averli acquistati in Sicilia. Mentre chi li manda all’estero ci tiene ad esporre il nostro marchio. E questo è motivo d’orgoglio per la nostra famiglia.

Volete deliziare i nostri lettori facendo loro scoprire alcuni dolci della tradizione siciliana? 

Abbiamo un vero e proprio calendario dei dolci che i nostri clienti conoscono benissimo. Partiamo dal mese di gennaio con i primi dolci carnevaleschi come frappe e castagnole, poi arrivano i bignè di San Giuseppe fritti o al forno e le nostre zeppole di riso. Non mancano le colombe fatte a mano, le uova di pasqua e l’agnello pasquale realizzato in piena tradizione siciliana con la pasta reale e tutte le materie acquistate direttamente in Sicilia. A seguire i nostri fruttini di marzapane dipinti a mano e con l’arrivo di Halloween le “ossa di morto”, dei biscotti che legano la vita alla morte, amatissimi dai bambini per le loro feste in maschera. Tutta la parte della biscotteria è possibile trovarla nel corso dell’anno come pure le torte di compleanno personalizzate che realizziamo su richiesta del cliente distinguendoci per l’utilizzo dell’aerografo.

Avete notato dei cambiamenti sostanziali nel gusto dei clienti?

Noi rimaniamo sempre fedeli alla nostra tradizione è il cliente lo sa, quindi se vuole un determinato prodotto viene da noi soprattutto se attirato da questi sapori. Vediamo che anche i più giovani dopo aver conosciuto le delizie della pasticceria siciliana, difficilmente poi vi rinunciano.

(Lo chiediamo a Redi junior) Cosa vedi nel futuro dell’Antica Sicilia?

La volontà di rinnovarsi pur mantenendo viva la tradizione con la possibilità di aprire anche la sera con il servizio al tavolo promuovendo la gelateria siciliana. Un mio sogno sarebbe, inoltre, quello di creare un punto di gastronomia come avviene in Sicilia per la colazione con prodotti di pasticceria e non solo.  


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