

Per la cura dei non vedenti di via Casale di S. Pio V civ. 48
Contro l’ipotesi di privatizzazione dell’Istituto Sant’Andrea stanno protestando i 60 dipendenti a tempo indeterminato e i circa 300 con contratto atipico, questi ultimi lavorano nell’assistenza domiciliare e scolastica di tutta la Regione. Ieri sono stati ricevuti dall’assessore agli Enti locali Daniele Fichera.
La Signora Marina Scarvacci, dipendente dell’Ente e sindacalista UGL ha dichiarato: ”ci stiamo battendo perché il Centro regionale, due sedi a Roma in via Odescalchi e in via del Casale di San Pio V, non si trasformi in fondazione, in via Odescalchi ci sono circa venti pazienti residenziali, e altrettanti in regime di semi residenziali e 40 bambini assistiti ambulatorialmente. Chiediamo alla Regione di convertire il Centro in ASP ( Azienda di Servizi alla Persona) garantendo la vocazione pubblica, come sta avvenendo per tutti gli IPAB (Istituti di Pubblica Assistenza e Beneficenza) regionali”.
Il Sant’Alessio si autofinanzia grazie ad un patrimonio immobiliare di circa 700 appartamenti che danno un reddito di circa 2 milioni di euro l’anno.
L’Istituto fu fondato da Papa Pio IX al fine di: “dare una risposta ai primari bisogni manifestati dai giovani minorati della vista” cosi si legge ne documento pontificio.
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