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Pulizia urbana e raccolta rifiuti: Roma centro ancora maglia nera

I residenti del centro storico continuano a lamentare disservizi nella gestione dei rifiuti

A guardarla da lontano, Roma è sempre meravigliosa. Ma basta scendere dal marciapiede per ritrovarsi a fare lo slalom tra sacchetti della spazzatura, cartoni sformati e residui di cibo smangiucchiati da gabbiani e piccioni.

Una scena ormai troppo familiare nel cuore della Capitale, dove il decoro urbano fa spesso i conti con una raccolta rifiuti che arranca. E mentre l’Anno Santo porta pellegrini da tutto il mondo, il centro storico combatte con un’emergenza che, in verità, è tutto fuorché nuova.

A certificare il malessere sono i numeri dell’Acos, l’Agenzia capitolina per il controllo dei servizi pubblici, che lo scorso febbraio ha pubblicato un’indagine impietosa sulla qualità della vita urbana. T

tra le 22 voci analizzate, due – raccolta dei rifiuti e pulizia delle strade – sono risultate insufficienti in tutta la città. Ma è nel Municipio I, cuore turistico e simbolico della Capitale, che i giudizi sono stati più severi.

700 operatori, ma le strade restano sporche

Ogni giorno, oltre 700 operatori Ama sono al lavoro tra i vicoli e le piazze più fotografate d’Italia. Eppure, l’immondizia rimane. Le multe ci sono – ben 4.214 nei primi sei mesi dell’anno, con un aumento del 250% – e più di un terzo sono state elevate proprio nel centro storico. Ma le sanzioni da sole non bastano.

A pesare, come sottolinea Francesco Barone, presidente del Comitato di Quartiere Monti, è la gestione dei rifiuti non domestici:

“I commercianti lasciano i sacchetti spesso scuri e irregolari dove capita, in punti concordati con chi deve ritirarli. Il risultato? Microdiscariche a cielo aperto, che attirano animali e confondono anche i turisti, che non sanno dove buttare il loro pattume”.

Giubileo e turisti: la città sotto pressione

Nel frattempo Roma è sotto pressione. L’Anno Santo è già iniziato, e con esso è cresciuta anche la produzione di rifiuti: oltre 146mila tonnellate in più stimate da Ama, ovvero circa 400 tonnellate aggiuntive ogni giorno. Una mole difficile da gestire, specie in un’area come il centro dove i flussi turistici sono incessanti e lo spazio per contenitori e cassonetti praticamente nullo.

“Quel sistema non funziona piùdenunciano i residenti e i sacchetti finiscono spesso rotti per strada, col contenuto sparso ovunque”.

Il municipio ammette: “Molto da fare, ma siamo sulla strada giusta”

Nonostante tutto, la minisindaca Lorenza Bonaccorsi invita a vedere il bicchiere mezzo pieno:

Rispetto a qualche anno fa sono stati compiuti passi da gigante. Abbiamo una nuova mappatura delle criticità e Ama, con l’assessora Sabrina Alfonsi, sta lavorando a un modello innovativo”.

Ma il tempo stringe e la pazienza dei cittadini si assottiglia. “Con la Rete di associazioni per una città vivibile – spiega Alessandro Baroni, attivista della RACV – stiamo elaborando una proposta per tornare alla raccolta presso le singole utenze. Niente più sacchetti in strada, ma rifiuti ritirati direttamente all’interno delle attività, in orari predefiniti”.


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