Pup rebellion. Il X Municipio s’arrabbia con Alemanno

Nel Consiglio straordinario maggioranza e minoranza risolvono di annullare gli interventi previsti. Una ritorsione per le invasioni populistiche del Sindaco sulla sempre più scottante materia dei Pup
di Aldo Pirone - 8 Novembre 2011

Il Sindaco Alemanno non sa più a che santo votarsi. Le cose a Roma vanno male per i cittadini e quindi anche la sua immagine politica ne risente. Tra gli scandali di “parentopoli” e i conflitti con il governo Berlusconi che taglia selvaggiamente i finanziamenti ai comuni, tra i contrasti con la Polverini su dove mettere i rifiuti e gli allagamenti di mezza città dovuti alla mancata manutenzione delle caditoie stradali, tra le aperture di centri commerciali che mandano in tilt un intero quadrante, quello nord, della capitale e le sparatorie con morti ammazzati che ormai quotidianamente la feriscono mandando all’aria la promessa di maggiore sicurezza, il Sindaco sente crescere intorno a sé delusione e scontento popolare.
Ha cercato all’inizio dell’anno di rilanciare la sua amministrazione azzerando la giunta e rifacendola nuova di zecca. Ha dovuto rimetterci le mani subito dopo perché si era dimenticato delle “quote rosa”. L’impatto di questi sommovimenti sul suo partito sono stati deleteri. Mugugni, divisioni, aperti dissensi che stanno balcanizzando un PDL romano alle prese anche con il rapido dissolversi del governo Berlusconi e del berlusconismo. La temperie sembra quella della fine di un regime e quindi in molti cercano di salvarsi e di trovare un nuovo posizionamento in vista del dopo che si presenta quanto mai oscuro e nebuloso.
E allora, visto che gli annunci di imprese mirabolanti – finora ce ne sono stati a iosa in tutte le direzioni – non fanno più effetto e anzi rischiano di trasformarsi sempre di più in boomerang, il Sindaco Alemanno ha deciso di imboccare la via del movimentismo per recuperare consenso. Lo si è visto alla testa dei cortei contro i tagli del governo; lo si è visto attore in prima fila negli scontri interni alla compagine nazionale del centrodestra contrastando fieramente la Lega di Bossi con cui solo un anno fa, insieme alla Presidente della Regione Polverini, aveva platealmente mangiato pajata e polenta in piazza Montecitorio in segno di pacificazione. Questa estate lo si è perfino visto girare la città in motorino, di notte, per contrastare il fenomeno della prostituzione. Nel gran tour cittadino a tutti promette qualcosa. Per esempio la di delocalizzare il Pup di Giulio Agricola sito in X Municipio o la sospensione dei lavori per quello di via E. Fermi in XV. Promesse non disprezzabili. Seppur passibili di accuse non infondate di parzialità se non fossero seguite da eguali decisioni per altre e consimili opere egualmente deleterie così come i cittadini, da quest’ultime direttamente coinvolti e stravolti, reclamano.
Ma questo, ovviamente, crea scompiglio nelle inossidabili file bipartisan dei puppisti di PD e PDL municipali. E allora è rivolta e tremenda vendetta di fronte alle invasioni di campo di Alemanno che però purtroppo, in qualità di commissario straordinario, non va dimenticato, è signore assoluto per la materia,
Il detonatore alla levata di scudi municipali lo dà l’ordinanza del Sindaco di delocalizzazione del Pup di piazza dei Decemviri a Don Bosco in quel di Ponte Milvio in XX Municipio che però lo rifiuta. Il Pup in questione, per la verità, è l’unico nel suo genere forse meno devastante.
La ribellione parte dall’interno del medesimo partito del Sindaco, il PDL municipale, che venerdì 4 novembre, in un consiglio straordinario, propone una risoluzione approvata anche dalla maggioranza in cui si “risolve di annullare tutti gli interventi previsti nell’Ordinanza Sindacale n. 129 del 27 novembre 2008 presenti rispettivamente negli allegati B- C-D- H, riguardanti il territorio del Municipio Roma X nel caso vengano meno alcune realizzazioni pianificate". La risoluzione, spiegano i pidiellini, è stata presentata “nella preoccupazione di vedere modificato il piano approvato a discapito di cittadini che ad oggi, nonostante le lamentele diffuse, non hanno avuto la possibilitá di costituirsi in comitato” quindi concludono “o tutti danno il loro contributo oppure sará necessario, secondo il PDL, annullare l’Ordinanza per coerenza nei confronti di tutti quei cittadini che subiranno gli interventi e riorganizzare una mappatura condivisa al fine di ottimizzare il risultato”.
Insomma caro Sindaco, dicono i promotori, il male o lo si riversa su tutti o su nessuno. Uno strano modo di propugnare giustizia ed eguaglianza quando il male potrebbe essere semplicemente cancellato per tutti. Ma nello specifico il retromessaggio ad Alemanno – pienamente condiviso, ça va sans dire, dal PD – è che nessuno tocchi i Pup già preventivati nel territorio. A spiegare infatti il senso vero della risoluzione ci ha pensato il Presidente Medici che come un uragano tuona contro Alemanno: “persiste in una politica di accentramento di ogni decisione riguardo il piano parcheggi localizzando e delocalizzando le opere secondo criteri improvvisati, se non proprio clientelari e comunque senza tener minimamente conto delle esigenze del territorio e della pianificazione urbanistica che le amministrazioni locali hanno nel tempo depositato". Quindi saetta: "Non siamo più disponibili alle capricciose acrobazie del sindaco … spesso in contrasto con i nostri impegni istituzionali, con le nostre scelte politiche”. Ed infine deflagra: “Di fronte a questo populismo da marciapiede, abbiamo ritenuto di sottrarre al sindaco ogni possibilità di continuare a far danno”. Il PDL municipale, imbarazzato, replica accusando Medici di alterare la realtà ma riconfermando le proprie motivazioni. Una piccola contorsione che non oscura la sostanziale convergenza strategica.
Dunque con l’atto di rivolta non è il merito dei Pup che il PDL – con qualche dissenso al suo interno – e il PD municipali intendono mettere in mora, come è successo in altri Municipi. Tutt’altro. Si scende fieramente in campo, unitamente al Presidente Medici, per difendere le “scelte politiche” puppistiche “depositate” nel tempo dalla pianificazione municipale. Guai a chi le tocca.
Peccato che il Municipio non sia sceso in battaglia quando Alemanno con l’ordinanza 357 dello scorso dicembre ha introdotto una sostanziale deregulation nell’acquisizione dei box, malgrado le denunce arrivate da più parti. Peccato che non abbia aperto bocca, in questi anni, sulla scandalosa svalutazione degli oneri concessori dei Pup a vantaggio dei costruttori. Tutte ‘cosette’ che rendono ancor più inaccettabili i “depositi” puppistici programmati dall’Istituzione di prossimità e che, solo per questo, meriterebbero un totale azzeramento. Nella risoluzione “ribelle” non se ne fa cenno alcuno.
Oggi ci si lamenta delle invasioni di campo alemanniane e non ci si rende conto che esse sono rese possibili dal pervicace rifiuto operato anche dal Municipio al confronto partecipativo (delibera 57/06) con i cittadini interessati. Forse in un quadro di partecipazione, dove le persone sono cittadini e non sudditi o clientes, le invasioni populiste non sarebbero possibili. Ma ancor meno possibili sarebbero le scelte sbagliate, impopolari e antipopolari, che, sempre pervicacemente, ci si incaponisce a difendere in nome di una pianificazione del territorio che sui Pup, come su altre questioni, è stata ed è dettata dagli interessi di lor signori.


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