

Una tragedia annunciata?
Una festa privata in un garage seminterrato adibito a circolo culturale in via Cappadocia 10, zona San Giovanni, è finita in tragedia la notte tra sabato 13 e domenica 14 marzo 2010: un operaio romeno di 24 anni, un domestico peruviano di 25, una donna salvadoregna di 25 anni e una guatemalteca di 21 sono morti per intossicazione da fumo. Le fiamme, subito domate, sarebbero partite da un impianto elettrico o di amplificazione al centro della sala del locale, il Sabor Latino.
La chiamata d’aiuto ai vigili del fuoco è arrivata alle 23.53 e i mezzi erano sul posto 4 minuti dopo. I vigili del fuoco hanno trovato il corpo di una delle quattro vittime poco fuori l’uscita di sicurezza, e gli altri tre corpi lì vicino.
Inizialmente si era pensato a una fatalità, ma secondo le testimonianze sembrerebbe che al momento della fiammata l’uscita di sicurezza fosse chiusa. Questo avrebbe impedito alle quattro vittime di mettersi in salvo, come invece hanno fatto le altre persone, una quarantina circa, che sono fuggite dall’entrata principale.
Il sostituto procuratore Bice Barborini sta valutando l’ipotesi di aprire un fascicolo d’inchiesta con l’ipotesi di omicidio colposo plurimo. Nel frattempo, i carabinieri stanno controllando la licenza dell’associazione culturale che è intestata a un macedone di 50 anni, gestore anche del garage accanto al locale.
Sulla porta di sicurezza inagibile e chiusa a chiave, il macedone ha detto ai carabinieri che la porta era difettosa ma non chiusa a chiave. L’uomo è stato comunque denunciato dai carabinieri con l’accusa di omicidio colposo plurimo.
Gli accertamenti hanno evidenziato che se la porta fosse stata funzionante, i quattro ragazzi si sarebbero potuti salvare. Ma non tutti, nel quartiere, parlano di tragica fatalità. Il Sabor Latino, infatti, non godeva fama di posto sicuro. Il locale era un seminterrato di 200 metri quadrati: un salone usato per ballare e una piccola zona cucina.
Ragazzi del quartiere, che conoscevano il Sabor Latino, dicono che era inevitabile che una cosa del genere accadesse, prima o poi. E anche gli inquilini del condominio da tempo chiedevano che il locale venisse chiuso o messo a norma. Ma dal punto di vista amministrativo, pare che il Sabor Latino fosse in regola. Essendo un circolo privato nel quale si accede con una tessera, il locale non rientrava infatti nella tipologia di locali si spettacolo pubblico, e quindi non c’era l’obbligo da parte della Commissione di vigilanza e prevenzione incendi di rilasciare una dichiarazione di agibilità.
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