Rachele Tempesta, l’arte del regalo a Tor Sapienza

Quando l’attività commerciale è nel Dna
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 9 Agosto 2012

Oggi siamo in via di Tor Sapienza 9c, dove intervisteremo la signora Rachele Tempesta.

Signora Rachele, ci racconti la sua esperienza nel mondo del commercio?

Vengo da una famiglia di negozianti, sono cresciuta praticamente dietro al bancone del negozio dei miei genitori. All’età di 13 anni mio padre mi affido la gestione del primo negozio: una ferramenta che io decisi di trasformare in una rivendita di articoli da regalo.

Decathlon Prenestina saluta

Negli anni ’80 insieme a mio marito ci trasferimmo nell’attuale locale. In seguito la ferramenta venne rilevata da mio fratello Lorenzo Tempesta, e oltre agli articoli da regalo inserimmo anche il settore delle bomboniere, occupandoci di ogni tipo di cerimonia.

E come sono andate le cose?

Abbiamo fatto molti sacrifici per affermarci nel campo delle bomboniere, conquistando la fiducia del cliente e reinventandoci il nostro mestiere ogni giorno. Tutto questo al fine di lasciare quest’attività a mia figlia che ho scoperto avere una grande passione per questo mestiere.

Quale la ragione del segreto del successo di questo negozio?

Devo ammettere che non ho mai creduto nella pubblicità ma nel passaparola. Per me è fondamentale la fiducia ed il rapporto che si instaura con il cliente. Quando servo una persona immagino sempre di essere io cliente, di stare dall’altra parte. Quindi poiché io non voglio essere presa in giro, non mi comporto in quel modo con il cliente. Inoltre offriamo un servizio completo lavorando anche moltissime ore per consegnare un lavoro in tempo, ma mai facciamo pagare la manodopera al cliente.

Ha notato dei cambiamenti nel comportamento dei clienti?

Sicuramente sono molto più esigenti di un tempo. Anche se prima puntavano sulla qualità del prodotto pur con meno possibilità di denaro. Adesso apprezzano più il prodotto di bassa qualità usa e getta che comprano presso la grande distribuzione. Quando però devono fare un regalo importante tornano da me e si fidano a tal punto che mi dicono di sceglierlo io, ed incartarlo, e questo mi lusinga davvero.

Com’è cambiato il quartiere nel corso degli anni?

E’ rimasto sostanzialmente uguale ad un tempo. Tor Sapienza è come una grande famiglia. Per questo anche gli stranieri sono ben accolti e si sentono a casa. Io lavoro come volontaria in parrocchia e la richiesta di lavoro in questo quartiere da parte degli stranieri è altissima. Questo perché trovano molte strutture pronte ad aiutarli, compresi i medici di base che offrono il loro servizio gratuitamente. C’è molto rispetto da entrambe le parti. Anche sul fronte del commercio siamo molti uniti. Nessuno si permetterebbe mai di vendere un prodotto simile a quello del suo vicino di negozio. Sono fortunata ad avere un negozio in questo quartiere, soprattutto perché c’è rispetto tra di noi, e questo è importantissimo. Auguro a mia figlia di poter continuare questo il lavoro con piacere e senza tante preoccupazioni.

Quali sono i problemi di cui risente il quartiere?

Purtroppo subiamo il problema della carenza di parcheggi. Da tempo sono state individuate delle zone adeguate ma ancora non si è mosso nulla concretamente. Occorrerebbe ridimensionare i marciapiedi, troppo ampi e del tutto inutili.


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  1. Da 16 anni conosco la signora Rachela e la ringrazio per tutto l’aiuto fatto a me. Auguro tante belle cose a lei e la sua famiglia

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