Regione e Comuni limitrofi a Ciampino chiedono al governo riduzione dei voli

Preoccupanti i dati del monitoraggio sull’inquinamento acustico aeroportuale dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente
Enzo Luciani - 30 Marzo 2009

La Regione Lazio e le Amministrazioni dei territori colpiti dal gravissimo inquinamento prodotto dall’aeroporto di Ciampino – con in testa i comuni di Ciampino e Marino – hanno richiesto con forza che questo aeroporto torni da subito a essere dedicato solo ai voli di Stato, della protezione civile e del soccorso aereo, ritornando per livelli di traffico, entro i limiti mai superato negli ultimi 90 anni della sua storia prima del 2001 e dall’avvento dei voli commerciali e low-cost.

Venerdì 27 marzo a Ciampino durante la presentazione ufficiale dei dati del monitoraggio sull’inquinamento acustico di natura aeroportuale, condotta dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente attraverso il sistema di rilevazione CRISTAL, sono stati comunicati dati preoccupanti che indicano continui superamenti dei limiti di decibel ammessi.

Di fronte alla gravità della situazione, che i dati dimostrano scientificamente, l’Assessore Regionale all’Ambiente, Filiberto Zaratti, il Sindaco di Ciampino Walter Enrico Perandini e, in rappresentanza del comune di Marino, l’Assessore Stefano Cecchi, hanno richiesto con forza che il Ministro dei Trasporti, nel rispetto delle leggi nazionali e comunitarie esistenti, intervenga immediatamente per ridurre a 60 giornalieri il numero complessivo dei voli che decollano e atterrano a Ciampino e che oggi sfiorano i 170, determinando livelli di inquinamento acustico ampiamente al disopra dei limiti consentiti, con gravi rischi per la salute dei cittadini.
Il Ministro Matteoli si era già impegnato ad intervenire in questo senso con il sindaco Perandini.

L’Assessore Zaratti ha dichiarato che, in conseguenza dei dati forniti dal Cristal, per stabilire una condizione di accettabile compatibilità con le caratteristiche ambientali, occorre procedere all’immediata riduzione dei voli. Ha inoltre preannunciato per lunedì prossimo l’intervento dei legali contro le falsità della Ryanair.

Il Sindaco Perandini ha comunicato di aver già inviato al Governo la richiesta di immediata riduzione dei voli a un massimo di 60 movimenti giornalieri e di aspettarsi dal Ministro Matteoli il rispetto degli impegni assunti. Ha dichiarato inoltre di essere pronto a tutelare, anche alla luce dei dati di ARPA Lazio, la salute dei cittadini in tutte le sedi.
A queste richieste si è associato anche l’Assessore Stefano Cecchi, in rappresentanza del Sindaco di Marino.

La parola passa quindi ora, dalla Regione e dai comuni colpiti, direttamente al Governo.

I comitati dei cittadini, che da anni si battono per la riduzione dei voli e la tutela della loro salute, rivendicano ora un immediato rispetto degli impegni già assunti da parte delle Istituzioni, prescindendo da ogni riferimento a soluzioni ancora incerte e, comunque, lontane nel tempo, come la fantomatica costruzione di nuovi aeroporti.
I comitati ricordano anche gli altri gravi rischi per la salute prodotti dall’abnorme traffico aereo dovuti all’inquinamento dell’aria – riscontrabile dal superamento dei limiti della quantità di polveri sottili PM10 a Ciampino: 83 giorni nel 2007, 49 nel 2008, e già 23 giorni nel 2009 – a fronte dei 35 giorni stabiliti dalla legge.
Altri gravi rischi sono dovuti alla scarsa sicurezza garantita da questo aeroporto, per la vicinanza della pista alle case e all’aerostazione: decine di migliaia di abitanti vivono a fianco alla fista e sotto le rotte di atterraggio e decollo. Motivo per cui ogni incidente che si verificasse appena fuori della pista, produrrebbe una strage, e l’alta probabilità che ciò si possa verificare, con questi livelli di traffico, è dimostrata dai recenti numerosi incidenti (Atterraggio di emergenza Ryanair del 10 novembre, recente fuoripista dell’aereo di Stato del Ministro Prestigiacomo e il recentissimo caso dell’aereo precipitato a Trigoria).

Oltre all’immediato intervento del Governo, i cittadini si aspettano ora anche una dimostrazione di responsabilità civile da parte delle compagnie aeree che operano su questo scalo affinché, come già alcune di loro hanno fatto, si spostino su altri scali, dove possano tranquillamente dare seguito ai loro programmi di sviluppo, senza compromettere la salute di chi che sia.

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