

Una condotta adduttrice collegherà la sorgente reatina con i sistemi idrici di Viterbo e della Sabina. L'opera è già inserita tra le priorità del Piano Nazionale (PNIISSI)
Non più solo una risorsa fondamentale per la Capitale, ma un’ancora di salvezza per l’intero Lazio settentrionale. La Regione Lazio ha ufficializzato l’intesa con gli enti di governo d’ambito di Rieti (Egato 3) e Viterbo (Egato 1) e i gestori Acqua Pubblica Sabina e Talete per la realizzazione del progetto “Peschiera-Sabina-Tuscia”.
L’obiettivo è ambizioso: portare l’acqua purissima del Peschiera-Le Capore, una delle sorgenti più importanti d’Europa, fino ai comuni della Tuscia.
La valenza dell’opera è innanzitutto sanitaria. Da decenni, vaste aree della provincia di Viterbo e della bassa Sabina combattono con la presenza naturale di arsenico e fluoruri nelle falde locali. Finora la soluzione è stata affidata a costosi e complessi impianti di dearsenificazione.
L’interconnessione con il Peschiera consentirà di “tagliare” o sostituire le fonti locali con acqua di qualità superiore, riducendo drasticamente i costi di potabilizzazione che oggi pesano sulle bollette e garantendo ai cittadini un servizio finalmente d’eccellenza.
L’intervento è già blindato all’interno del PNIISSI (Piano nazionale degli interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel Settore Idrico), il che garantisce una corsia preferenziale per i finanziamenti statali.
La Regione Lazio agirà come coordinatore, mentre i gestori costituiranno una rete d’impresa per la posa dei tubi e l’integrazione degli schemi idrici.
«Compiamo un passo decisivo verso un sistema idrico moderno e resiliente», ha dichiarato Manuela Rinaldi, assessore regionale ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture. «Questa infrastruttura sovraprovinciale migliora la qualità della vita dei cittadini e rende il servizio più sostenibile, aiutandoci ad affrontare le sfide del cambiamento climatico e dei periodi di siccità».
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