

La giunta ha aggiornato il piano relativo ai propri immobili
La Regione Lazio svuota i cassetti del passato e fa cassa con i suoi immobili. Case, terreni e locali commerciali che da decenni dormivano tra faldoni e vecchi registri – ereditati da enti ormai scomparsi – oggi finiscono sul mercato.
Il 2024, in questo senso, è stato un anno record: oltre 4 milioni di euro nelle casse regionali grazie alla vendita di 16 beni sparsi tra Roma e le province. Dalle case popolari a Pomezia e Terracina, ai terreni di Latina e San Felice Circeo, fino a uffici e locali commerciali.
Il “colpo grosso” però arriva da Trastevere, in via Anicia 7. Qui sorge uno stabile affittato dal 2017 alla Comunità di Sant’Egidio, che vi porta avanti progetti di assistenza alle persone più fragili.
Dopo cinque anni di locazione, l’associazione aveva chiesto di acquistarlo. Prezzo fissato dalla Regione: 2,85 milioni di euro. Sant’Egidio ha detto sì, e l’accordo ha fatto impennare gli introiti 2024: oltre la metà dell’intero incasso viene proprio da lì.
E non finisce qui. La Regione, guidata da Francesco Rocca, ha già aggiornato il piano di valorizzazione e dismissione: nel mirino per il 2025 e il 2026 ci sono decine di altri beni, tra cui le vecchie proprietà del Pio Istituto Santo Spirito tra Roma, Monte Romano e Tarquinia, quelle dell’ex Opera Nazionale Combattenti a Latina, Terracina e Aprilia, fino agli stabili dell’Enal e dell’ente lavoratori rimpatriati e profughi, tra Marconi e il quartiere Giuliano Dalmata.
Un piano che si muove dentro la normativa nazionale: gli immobili non utilizzati per fini istituzionali vanno venduti o valorizzati. Ma per la Regione questo significa anche un altro aspetto: trasformare un patrimonio fermo da anni in nuove risorse economiche.
Il 2024 ha già dimostrato che la strategia funziona. E nei prossimi due anni, tra aste e trattative, potremmo assistere a una vera e propria rivoluzione immobiliare targata Pisana.
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