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Roma, inflazione in ritirata a giugno: primo calo dell’anno, ma la stangata sulle bollette resta all’8%

Il report dell'Ufficio di Statistica del Comune sul costo della vita. Rispetto a maggio i prezzi scendono dello 0,3%

Per la prima volta dall’inizio dell’anno, la morsa del carovita allenta la presa sulle tasche dei romani. Non si tratta ancora di una svolta strutturale o di un drastico crollo dei prezzi, ma la frenata registrata nelle ultime settimane spezza una sequenza ininterrotta di rincari, concedendo una boccata d’ossigeno ai bilanci familiari dopo mesi di sofferenza.

A certificare il cambio di rotta temporaneo è l’ultimo bollettino economico elaborato dall’Ufficio di Statistica di Roma Capitale: nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo nella città ha registrato un arretramento dello 0,3% rispetto a maggio. Un dato congiunturale che rappresenta il primo segno “meno” di tutto il 2026.

Il quadro complessivo, tuttavia, invita alla prudenza. Se si allarga l’orizzonte e si fa il paragone con lo stesso periodo del 2025, l’inflazione su base annua viaggia ancora a un ritmo sostenuto del +3,2%. In altre parole, la mini-frenata di inizio estate alleggerisce i costi della spesa quotidiana, ma non cancella i pesanti aumenti accumulati nell’ultimo anno.

Fonte Ufficio statistico Roma Capitale

La spesa e le vacanze costano meno, ma le bollette pesano sul bilancio

A spingere verso il basso il termometro dell’inflazione a giugno sono state principalmente le voci legate alla stagionalità e ai consumi tipici del periodo pre-estivo.

Nello specifico, i servizi di ristorazione, i bar e le strutture ricettive come hotel e b&b hanno registrato una contrazione dell’1,4% rispetto a maggio, mentre il carrello dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche ha mostrato un calo dello 0,7% su base mensile.

C’è però un comparto che continua a viaggiare in totale controtendenza, confermandosi la vera idrovora dei redditi dei cittadini: le spese di gestione dell’abitazione. I costi per l’acqua, l’energia elettrica, il gas e i combustibili domestici non accennano a diminuire. Nel confronto con giugno dello scorso anno, la voce “casa” fa segnare un pauroso +8%, rappresentando il vero e proprio motore del carovita all’interno delle mura domestiche.

Fonte Ufficio statistico Roma Capitale

Trasporti e servizi alle stelle, sorridono gli oli alimentari

L’onda lunga dei rincari annuali continua a colpire quasi tutti i settori merceologici in città. A guidare la classifica dei rincari su base annua, subito dopo le spese per l’abitazione, troviamo i servizi finanziari e assicurativi con un balzo del +5,6%, seguiti a ruota dai trasporti (+4,6%) e dalle spese legate all’assistenza personale e alla protezione sociale (+4,3%).

Anche l’arredamento e la manutenzione della casa registrano un incremento del +3,2%, mentre le bevande alcoliche e i tabacchi salgono del +2,6%. Più contenute, ma comunque significative, le variazioni per la ristorazione e gli alloggi (+2%), l’istruzione (+1,9%), la cultura e lo sport (+1,3%) e la sanità (+1,1%).

All’interno del carrello della spesa si registrano comunque alcune buone notizie sul fronte ortofrutticolo. Nel passaggio da maggio a giugno, la frutta ha beneficiato di un ribasso congiunturale del 3,9% (anche se resta un filo più cara, +0,4%, rispetto a un anno fa), mentre ortaggi, legumi e tuberi sono scesi del 2,6%.

La sorpresa più significativa arriva però dal settore degli oli e dei grassi, che storicamente avevano trainato i rincari dei mesi scorsi: questo comparto ha invertito nettamente la rotta, crollando del 7,9% rispetto a giugno dello scorso anno e limando un ulteriore 0,4% nell’ultimo mese.

Segnali di fumo positivo che indicano un mercato in assestamento, anche se la strada per tornare ai vecchi livelli di spesa resta ancora decisamente in salita per le famiglie romane.

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