Roma, la “Zona 30” del centro storico finisce davanti ai giudici: ricorso al Consiglio di Stato

Associazioni, tassisti e comitati locali chiedono lo stop alla delibera Gualtieri

La partita sulla mobilità nel cuore della Capitale entra in tribunale. Il limite dei 30 chilometri orari introdotto dal 15 gennaio nella Ztl del centro storico di Roma non è solo una scelta amministrativa: è diventato un caso politico e ora anche giuridico.

Contro il provvedimento del Campidoglio è stato presentato un ricorso al Consiglio di Stato da una rete di associazioni, comitati e rappresentanti del mondo del lavoro.

In prima linea l’associazione “Le Partite Iva” e il “Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità nel Lazio”, affiancati da gruppi di tassisti e cittadini che chiedono ai giudici amministrativi di fermare la nuova “Zona 30”.

La strategia: replicare il caso Bologna

La linea difensiva dei ricorrenti guarda a quanto accaduto a Bologna, dove provvedimenti simili hanno già acceso un contenzioso davanti al Tribunale Amministrativo Regionale.

Un precedente che, secondo le associazioni, dimostrerebbe come misure di questo tipo possano risultare fragili se non sostenute da adeguate valutazioni tecniche.

A sostenere il ricorso sono il costituzionalista Augusto Sinagra e l’avvocato Angelo Di Lorenzo, che contestano la proporzionalità della scelta adottata dal Comune.

Nel loro atto parlano di una decisione che rischia di trasformare la gestione della mobilità in una visione eccessivamente ideologica della città.

immagine di repertorio

Il nodo: lavoro e mobilità

Al centro della contestazione ci sono soprattutto le ricadute concrete sulla vita quotidiana di chi lavora nel centro storico.

Secondo i promotori del ricorso, il limite generalizzato dei 30 chilometri orari rallenterebbe in modo significativo l’attività di tassisti, corrieri e operatori economici, con conseguenze dirette sui tempi di lavoro e sui costi dei servizi.

Un altro punto riguarda l’accessibilità del centro. Nel ricorso si sostiene che la combinazione tra Ztl e limiti di velocità sempre più stringenti rischi di rendere il cuore della città progressivamente più difficile da raggiungere per lavoratori e cittadini.

E poi c’è il tema della vivibilità urbana: per i ricorrenti il provvedimento non migliorerebbe il traffico, ma potrebbe addirittura accentuare rallentamenti e code nelle strade più frequentate.

La difesa del Campidoglio

Dal Campidoglio, però, la posizione resta netta. L’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri ha sempre presentato la “Zona 30” come una scelta di sicurezza stradale e di tutela degli spazi urbani più frequentati da pedoni e turisti.

Il Comune ricorda inoltre che la novità non è così radicale come appare: quasi la metà delle strade del centro storico era già soggetta al limite dei 30 chilometri orari, ora semplicemente esteso in modo uniforme.

Proprio alla luce delle polemiche nate in altre città italiane, l’amministrazione capitolina avrebbe rafforzato il provvedimento con pareri tecnici e giuridici per evitare possibili vizi formali.

La parola ai giudici

La sfida ora esce dal terreno politico e si sposta nelle aule della giustizia amministrativa.

Saranno i magistrati del Consiglio di Stato a stabilire se il limite dei 30 all’ora nel cuore di Roma rappresenti una scelta legittima per la sicurezza e la qualità della vita urbana oppure un provvedimento destinato a essere ridimensionato.

Nel frattempo, la “Zona 30” continua a dividere la città: tra chi la vede come un passo verso una mobilità più sostenibile e chi teme che possa trasformarsi in un ulteriore ostacolo per chi vive e lavora nel centro della Capitale.


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11 commenti su “Roma, la “Zona 30” del centro storico finisce davanti ai giudici: ricorso al Consiglio di Stato

  1. Ma riducendo la velocità non si rischia di intasare di più il centro e di conseguenza inquinare di piu

  2. Viaggio in moto e per non superare i 30 devo avere sempre gli occhi sul tachimetro anziché sulla strada ed a quella velocità è più facile cadere che rimanere in equilibrio

  3. Serve solo a fare soldi al Comune così può ancora rovinare tutta Roma con ciclabili inutili per i cittadini e ad allargare i marciapiedi e eliminare i parcheggi che aumentano ancora di più il traffico tra seconde file e gente che gira anche per una ora per parcheggiare ma purtroppo non capiscono NIENTE.

  4. Non capisco questo sgomento. Alla fine stai in coda e nella città metropolitana è difficile che una persona possa avere una media che sia superiore ai 35/40 km/h. Quindi è inutile lamentarsi, si sta già andando a quella velocità

  5. La lentezza riduce la possibilità di incidenti e aumenta la sicurezza di pedoni e ciclisti. Penso che nelle città dove si gode di aree a zona 30 si viva più rilassati e con maggior sicurezza anche per bambini e anziani. In Europa ci sono molti esempi… e un Italia altrettanti. Roma dovrebbe fare da esempio non essere un fanalino di coda.

  6. Il punto non è la limitazione della velocità massima. Piuttosto i pessimi servizi pubblici di trasporto. È l’unica metropoli europea che non ha un servizio pubblico efficiente. La metropolitana non è strutturata per quadranti, con linee che si intersecano (come Londra) bensì per tracciati diretti da A verso B; quindi, essere fuori dalla linea del tracciato rende difficoltoso e controproducente servirsene. Da qui la necessità di usare l’auto. Ma Roma ha una miriade di piccole stazioni ferroviarie, dentro il tessuto cittadino, anche più di una in ogni quartiere. Andrebbero usate quelle, con frequenza pari o quasi a quella della metropolitana, come ulteriore cintura, realizzando quei quadranti che solo una linea di superficie può garantire in una città come Roma. A questo punto diventerebbe inutile qualunque provvedimento sulla viabilità, perché con ogni probabilità il traffico veicolare ne risentirebbe in modo positivo.

  7. I limiti di velocità vanno soprattutto fatti rispettare. Guidano tutti come in un videogioco a Roma e manco se rendono conto che sono potenziali killer.

  8. Vi racconto di questa mattina: debbo attraversare, per andare all’EUR, la zona ZTL nella quale hanno imposto i 30 Km/h (percorse via del Quirinale, via XXIV Maggio, L.go Magnanapoli, via Panisperna, via dei Serpenti …, P.zza del Colosseo), telecamere da imboscata, limite imposto – dicono – per inquinare di meno e risparmiare benzina e denaro. Risultato del computer di bordo a fine zona 30 Km/h: velocità media di percorrenza 10 Km/h, consumo medio 12,5 litri/100 Km. . No, non andavo in Porsche Cayenne ma con una tre cilindri 900 c.c. . Capito a chi stiamo in mano?

  9. Ragazzi nei centri storici è così, inutile che parlate di lavoro di consegne e di moto che perdono equilibrio perché un bambino che ci scappa di mano o qualcuno che maleducatame dal marciapiede và sulla strada c’è .
    Di queste cose non si può dare colpa a nessuno dato che sono in visita a a Roma .

  10. Vorrei aggiungere una cosa a quanto detto sopra, SONO PIENAMENTE D’ACCORDO CON > # GIO # < quando dice [ ed è vero ] che nei centri storici ci sono alla guida dei serial killer .

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