

Tutte le 13 centraline romane entro i limiti di legge. Crollano anche le polveri sottili (PM10): a Corso Francia e Tiburtina superamenti più che dimezzati
Roma volta pagina sul fronte dell’inquinamento atmosferico. I dati diffusi oggi certificano un netto miglioramento della qualità dell’aria nella Capitale, con tutte le centraline di monitoraggio rientrate nei parametri fissati dal decreto legislativo 155/2010.
Un risultato che segna una discontinuità rispetto agli anni precedenti, quando alcune aree della città continuavano a registrare valori oltre soglia.
Per la prima volta negli ultimi cinque anni, nessuna stazione romana ha superato il limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo di biossido di azoto (NO₂), uno degli indicatori più critici legati al traffico veicolare.
La centralina di Fermi, tra le più problematiche nel 2024, è scesa da 44 a 37 µg/m³. Valori analoghi anche a Tiburtina e Corso Francia, che si attestano entrambe intorno ai 34 µg/m³. Azzerati inoltre i superamenti del limite orario di 200 µg/m³.
Migliora sensibilmente anche la situazione delle polveri sottili. I giorni di superamento del limite giornaliero del PM10 (50 µg/m³) si sono ridotti in tutte le stazioni più esposte. A Corso Francia si è passati da 15 a 5 giorni, a Tiburtina da 27 a 12, mentre a Magna Grecia i superamenti sono scesi da 17 a 4.
I valori medi del PM2.5 sono rimasti ampiamente al di sotto della soglia di 25 µg/m³, con il dato più alto registrato ad Arenula, pari a 13 µg/m³.
Secondo l’assessora capitolina all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, il miglioramento è il risultato di una strategia integrata che ha agito su più fronti.
Tra i fattori principali figurano il progressivo rinnovo del parco auto con veicoli meno inquinanti, la riduzione del periodo di accensione dei riscaldamenti e il contenimento delle ore giornaliere.
A questi interventi si aggiungono progetti di innovazione ambientale, come l’utilizzo di vernici fotocatalitiche e gli interventi di forestazione urbana.
Se la Capitale mostra segnali incoraggianti, il resto della regione presenta una situazione a macchia di leopardo. Le province di Rieti, Viterbo e Latina registrano livelli di inquinamento generalmente contenuti, mentre persistono criticità in Ciociaria.
A Ceccano e Cassino restano superati i limiti annuali di PM10, mentre Frosinone Scalo, pur rimanendo sopra soglia, evidenzia un miglioramento con i giorni di sforamento scesi da 70 a 55. Segnali positivi arrivano invece da Colleferro, rientrata nei limiti con 29 giorni di superamento contro i 47 dell’anno precedente.
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