Scuole “Green”, cantieri al rallentatore: a Roma fermo più di metà del piano da 200 milioni di euro

Il risultato è una capitale che corre a due velocità, con alcuni municipi avanti e altri ancora quasi immobili

Ci sono sogni di efficienza energetica, pannelli fotovoltaici e caldaie a condensazione. E c’è la dura realtà di cantieri che non partono o arrancano, scuole che restano nel limbo e famiglie che guardano con impazienza.

È la fotografia della transizione ecologica nell’edilizia scolastica capitolina, raccontata dai numeri e dalle voci ufficiali dopo mesi di attesa.

Dodici mesi fa, con grandi annunci, il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) aveva messo in campo 200 milioni di euro per trasformare 111 scuole romane in edifici sostenibili e ad alta efficienza energetica.

Un programma ambizioso ma che, a distanza di mesi, procede in modo altalenante e spesso più lento del previsto.

Dal progetto alla realtà: troppe fermate lungo il cammino

Gli interventi previsti – dal rifacimento degli infissi all’installazione di impianti fotovoltaici, dall’adozione di luci a LED all’efficientamento termico – sono finalizzati a ridurre i consumi e migliorare il comfort negli edifici scolastici. Ma l’avanzamento reale dei cantieri è molto disomogeneo.

Secondo l’ultimo monitoraggio presentato in Commissione, molti progetti sono ancora in fase di progettazione o di gara, altri addirittura fermi nonostante i fondi assegnati.

Il risultato è una capitale che corre a due velocità, con alcuni municipi avanti e altri ancora quasi immobili.

Una mappa di luci e ombre nei municipi

Nel dettaglio, emergono situazioni molto diverse da quartiere a quartiere:

  • Il Municipio X (Ostia) guida la classifica positiva: 4 cantieri su 6 sono già avviati o conclusi, con oltre 27 milioni in gioco.

  • Il Municipio II registra progresso con 5 interventi su 9 partiti.

Ma altre realtà arrancano:

  • Nel Municipio VIII, solo 3 lavori su 7 sono partiti, mentre nel VI la complessità degli edifici ha rallentato tutto, con il Comune che punta ad aprire i primi cantieri entro l’estate.

  • Situazioni critiche si registrano nel Municipio III, dove nessun cantiere è partito perché l’impresa vincitrice ha perso i requisiti. Nel Municipio IV, due cantieri sono stati addirittura sospesi e il contratto risolto per gravi carenze nella sicurezza sul lavoro.

  • Nel Municipio V manca ancora la progettazione esecutiva per tutti e sette gli interventi previsti.

  • Nel Municipio XV, pur con progetti approvati, non si è vista nemmeno una ruspa nei sette edifici individuati.

Cantieri bloccati, uffici sotto pressione

Dietro questi ritardi non ci sono solo ritardi burocratici, ma problemi reali di gestione: inadempienze da parte delle ditte coinvolte, carenza di personale tecnico negli uffici municipali e difficoltà a coordinare tutte le fasi amministrative e operative.

Le stesse commissioni consiliari hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di snellire le procedure per evitare che i fondi stanziati restino lettera morta.

In diversi casi la soluzione proposta è quella di accelerare, con il supporto dei presidenti municipali, il passaggio dalle gare alla cantierizzazione, ma la strada è ancora lunga.

La promessa (e la pazienza richiesta)

L’assessora ai Lavori Pubblici ha chiesto alle famiglie e ai dirigenti scolastici di portare pazienza, ricordando che la transizione ecologica è un processo complesso che richiede tempi tecnici non sempre immediati.

Le difficoltà congiunte di CIS, PNRR e le altre grandi operazioni pubbliche – tra cui quelle legate al Giubileo – mettono sotto stress gli stessi uffici tecnici chiamati a gestire l’iter.

I presidenti delle Commissioni Scuola e Lavori Pubblici hanno assicurato pieno supporto al Dipartimento per accelerare i tempi: la rivoluzione verde nelle scuole non può più aspettare, è stato ribadito, perché migliorare il comfort termico e l’efficienza degli edifici è un investimento sui ragazzi e sulla qualità della didattica.

Un obiettivo ampio ma difficile

I fondi del CIS fanno parte di un programma più ampio – che coinvolge anche risorse europee e nazionali per l’efficientamento di oltre 200 scuole – e rappresentano uno dei più importanti investimenti degli ultimi anni per l’edilizia scolastica romana.

E se da un lato ci sono esempi di lavori che procedono e iniziano a trasformare edifici e spazi scolastici, dall’altro la geografia dei cantieri fermi è uno specchio delle difficoltà amministrative e operative di una capitale che vuole correre verso la transizione ecologica ma deve prima risolvere i nodi che frenano ogni giorno i suoi progetti migliori.


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