Settecamini, cosa sta succedendo al Centro Anziani

Gli anziani del quartiere da maggio 2024 sono fuori dalla struttura, ma i lavori sono stati fermi per quasi un anno

Il Centro Anziani di via Canterano a Settecamini è chiuso da più di un anno per lavori di ristrutturazione, ma la chiusura non è dovuta al protrarsi dei lavori, bensì al loro fermo da quasi un anno.

Le notizie sui problemi della struttura divengono di dominio pubblico quando la Presidente della Commissione Trasparenza del IV Municipio Costanza Onofri, allarmata dalle diverse segnalazioni degli anziani di Settecamini, convoca una prima seduta di commissione il 5 maggio 2025 per capire cosa sta succedendo. Seduta che però non dà risposte particolari agli interrogativi sui tempi di chiusura dei lavori.

Passano i mesi estivi senza che si sappia nulla nonostante la continua ricerca di notizie, e le informazioni diventano più concrete (individuando i reali problemi e le responsabilità) nella seduta di commissione del 21 ottobre 2025, durante la quale emerge che i lavori di ristrutturazione, il cui termine previsto doveva essere il 27 giugno 2025, risultavano invece fermi dopo un iniziale avvio avvenuto a maggio 2024.

Lavori che, come si legge dalla relazione della Onofri, avevano già visto lo smantellamento del tetto e che, fermandosi a novembre 2024, hanno iniziato a causare infiltrazioni di acqua piovana. Il blocco di qualsiasi tipo di lavori e il conseguente abbandono della struttura, hanno perciò reso l’immobile totalmente inutilizzabile (con umidità su tutte le pareti, deterioramento degli arredi ed una solaio che andrà verificato in ordine ad un possibile danneggiamento causa infiltrazioni). Come se non bastasse, nella struttura abbandonata si sono verificati furti ed atti vandalici, ad aumentare l’aggravio di costi con spese non previste inizialmente dall’amministrazione.

Ma per capire il perché di questo blocco nei lavori – e nel non rispetto dei tempi di consegna – bisogna fare un passo indietro e chiarire alcune cose in merito alla società incaricata dell’intervento.

L’appalto per la manutenzione e la ristrutturazione del Centro di Settecamini – assieme a quello di via Speroni a Ponte Mammolo, riuniti entrambi nello stesso bando di gara – fu assegnato a maggio 2024 all’impresa La Fenice, vincitrice del bando, per un totale di 1,1 milioni di euro complessivi.

La società La Fenice è recentemente salita agli onori delle cronache a maggio del 2025, quando si è trovata al centro di un’indagine con diversi capi di imputazione che vedevano ipotesi di reato per associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta, motivo per cui fu arrestato Mirko Pellegrini, figura apicale della società (e di altre imprese appartenenti al suo gruppo di riferimento).

Queste vicende hanno portato alla conseguente causa di scioglimento della società e alla relativa decisione di mettere la società stessa in liquidazione, procedura che quindi ha previsto la nomina di un commissario liquidatore. Il verbale di messa in liquidazione è datato 22 luglio 2025, ma solo il 3 settembre la Camera di Commercio di Roma ha provveduto ad iscrivere la nomina del liquidatore nel registro delle imprese. Iscrizione senza la quale il liquidatore non avrebbe potuto esercitare i propri poteri, in particolare nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Terminato questo lungo iter, finalmente il 16 settembre il municipio ha potuto consegnare al liquidatore il verbale di consegna, consentendo così all’impresa di ridiventare pienamente operativa nello svolgimento dei lavori di ristrutturazione. E poiché il Codice dei Contratti pubblici (D.lgs 31/03/2023 n.36) prevede che il termine per la realizzazione dei lavori parta dalla consegna dell’ultimo verbale (la cui prima convocazione di consegna è datata 24 luglio 2025), la data di chiusura dei lavori e di riconsegna dell’immobile all’amministrazione a questo punto risulta essere il 24 luglio 2026.

Tutte le informazioni sullo stato attuale dell’iter di ristrutturazione – incluse le notizie sul percorso che ha portato alla nomina del commissario liquidatore ed alla ripresa dei lavori – sono finalmente divenute di dominio pubblico durante l’ultima seduta della commissione trasparenza che si è tenuta lunedì scorso (10 novembre), durante la quale il Direttore Tecnico del IV Municipio, Giancarlo Babusci, ha finalmente comunicato per le vie brevi alla Commissione ed al Presidente Umberti il contenuto della relazione tecnica che descrive lo stato del progetto di Settecamini.

Il direttore Babusci ha inoltre informato la Commissione di aver chiesto al direttore dei lavori la trasmissione del cronoprogramma dei lavori. In base a quanto dichiarato dal direttore dei lavori, il riepilogo sullo stato di avanzamento per il centro di Settecamini è il seguente: tutte le demolizioni previste (ed i relativi smaltimenti di materiale) sono state effettuate, sono state eseguite tutte le predisposizioni per la rete impiantistica relativa ai fan coil previsti, ed è stato impostata la realizzazione del controsoffitto; sul lato esterno stanno lavorando sulla preparazione del piano di appoggio della nuova copertura in riverclack (un tipo di copertura metallica impermeabile), mentre tutte le parti impiantistiche ed elettriche sono state ordinate ed arriveranno entro il 15 dicembre.

Dal punto di vista amministrativo e tecnico la strada sembra ormai essersi avviata verso una soluzione, anche se sarà nostra cura monitorare ciò che succederà da qui a luglio 2026.

Ciò che ci preme capire è il perché ci si sia trovati in una sorta di black out comunicativo, che in varia misura ha colpito tutti gli attori in campo: a partire dagli anziani, a quali non è stata fornita alcuna risposta da un anno a questa parte, sulle motivazioni che avevano portato al fermo dei lavori, né tantomeno sui tempi in cui questa situazione avrebbe visto luce.

Anziani che, dall’inizio dei lavori, sono stati trasferiti in una sede provvisoria – la sede dell’Associazione Parco Insieme nel Parco Antonucci, in via di Casal Bianco – soluzione che ha costituito un tampone temporaneo ma che risulta disagiata in una situazione di totale indeterminatezza dei tempi, dal momento che si tratta di un piccolo locale di 20 mq senza bagno e senza riscaldamenti, ossia non idonea a portare avanti le proprie attività per due anni.

Ma vogliamo mettere in questo black out anche la politica, perché sia la maggioranza che l’opposizione si sono trovate più volte nell’impossibilità di reperire – e conseguentemente di fornire – le informazioni che stavano dietro questa vicenda.

Siamo consapevoli che i problemi giudiziari dell’azienda appaltatrice non siano responsabilità dell’amministrazione, che nulla avrebbe potuto fare per velocizzare i tempi della pratica di liquidazione, ma ci chiediamo perché un gruppo di anziani non abbia potuto avere alcuna informazione su quello che stava accadendo (e soprattutto di quello che non stava accadendo) e su quando sarebbero potuti rientrare nella disponibilità dell’unica cosa che chiedevano, ossia un posto dove potersi vedere quotidianamente.


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