Sfrattata un’altra famiglia all’Ostiense

Catarci: L’ennesimo atto di un massacro sociale che desolatamente pervade l’intera città
di Alessia Colasanti - 30 Settembre 2011

Il 28 settembre 2011, dopo quattro anni di affitto, una famiglia di quattro persone rimane senza un tetto sulla testa. Un contratto stipulato di tipo transitorio, che oltretutto avrebbe dovuto comportare un affitto molto più basso, viene recesso improvvisamente per una famiglia residente in via Ostiense, 164.

Si tratta di un “ennesimo atto di un massacro sociale che desolatamente pervade l’intera città.” A dichiararlo Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI, da sempre attivo e sensibile verso le problematiche della zona.

“La crisi economica si è abbattuta con drammaticità su queste persone – continua Catarci – che non riescono più a pagare 1.300 euro al mese di affitto.”

Poco contano le condizioni di salute della signora R.V.F. che oltre ad essere malata di diabete ha una figlia invalida a carico, e nulla può l’emendamento al milleproroghe che limita la sospensione degli sfratti solo a particolari categorie sociali. Prorogato dal governo sino al 31 dicembre 2011, l’emendamento non sostiene infatti molte delle famiglie coinvolte e delle associazioni.

Dopo l’ultimo sfratto dell’alloggio Ater, risalente al 21 giugno in via Massaia nel quartiere Garbatella, assistiamo a un ulteriore provvedimento esecutivo che segna un punto verso una situazione sempre più drammatica nella capitale italiana.

Roma registra infatti il maggior numero di sfratti: fra i 13 e i 25 al giorno e ben oltre 5 mila persone con notifica per non essere riuscite a pagare l’affitto. Un fenomeno che è inoltre destinato a crescere ulteriormente.

Gli sfratti negli ultimi due anni sono aumentati del 15,2% e i provvedimenti esecutivi hanno raggiunto gli 8.729. Le famiglie in affitto occupano il 25% delle abitazioni della città e l’83% della regione.

Secondo i dati raccolti dal Ministero dell’Interno, solo a Roma le richieste di sfratto arrivano ai 52.699 (su 54.574 dell’intero Lazio) con un aumento rispetto al 2007 del 170%.

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